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A Torino Architettura in Città 2015. Al via oggi la quinta edizione


Il festival Architettura in Città, giunto alla sua quinta edizione, partirà oggi fino al 4 luglio. Organizzato dalla Fondazione OAT e dall’Ordine degli Architetti di Torino, è un appuntamento ormai consolidato nel calendario estivo della Città di Torino per parlare ai cittadini di architettura, di città e di cura del territorio, frequentato da 6.500 persone nel 2014.

Il festival propone anche nel 2015 un calendario ricco di appuntamenti, grazie alla partecipazione di oltre 150 soggetti culturali operanti in città e nell’area metropolitana e attraverso l’uso di linguaggi e forme espressive diverse: dialoghi, performance, mostre, tour, conferenze e proiezioni cinematografiche saranno tra le iniziative in programma.

Nel dettaglio il programma prevede 104 iniziative. Tra queste ci sono 26 incontri e conferenze, 28 mostre e installazioni, 18 itinerari di visita, 8 spettacoli (tra teatro e cinema), 6 presentazioni di libri e 5 laboratori. Conserva la natura di iniziativa diffusa sul territorio con numerose sedi di appuntamenti, ma la casa del festival sarà l’ex Borsa Valori di Torino, un edificio progettato da Roberto Gabetti, Aimaro Oreglia d’Isola e Giorgio Raineri e realizzato tra il 1952 e il 1956; rimasto inutilizzato dalla fine degli anni Novanta e per lungo tempo chiuso per le operazioni di bonifica dall’amianto, riapre solo per i giorni del festival. “Una sede simbolica” afferma il presidente della Fondazione OAT Giorgio Giani “della nostra volontà di aprirci alla cittadinanza: torniamo in centro (dopo due edizioni con collocazioni più periferiche) per essere in un luogo di passaggio, dove possiamo intercettare un pubblico ampio, non solo di addetti ai lavori. Inoltre far scoprire e rendere nuovamente visitabile un gioiello dell’architettura moderna come la Borsa Valori è un’operazione perfettamente in linea con il nostro intento divulgativo e con la nostra mission di promuovere la qualità dell’architettura.”

Il tema di quest’anno è “sconfinamenti”: a partire dalla riflessione che il primo gesto propriamente architettonico è la delimitazione dello spazio attraverso la costruzione di un muro, lo sguardo è stato esteso a tutte quelle barriere economiche, sociali, territoriali, religiose, fisiche, virtuali che caratterizzano le città moderne e che definiscono un ‘dentro’ e un ‘fuori’. La Germania, nazione che a lungo ha dovuto convivere con un muro, sarà il Paese ospite e numerosi eventi di Architettura in Città sono inseriti anche nel calendario Torino incontra Berlino. Il titolo è un invito all’esplorazione dei confini per approfondire i concetti di inclusione ed esclusione, per discutere dell’accessibilità degli spazi, ma anche degli ostacoli culturali o economici, per descrivere consolidati limiti territoriali e infrastrutturali o recenti cambiamenti amministrativi. “Sconfinare è ormai una necessità quotidiana per l’architetto” sottolinea il presidente dell’Ordine degli Architetti Marco Aimetti. “Tutte le certezze che hanno accompagnato in anni passati la nostra professione, definita protetta e, pertanto, confinata, sono venute meno obbligandoci ad esplorare nuove aree, nuovi spazi e, in estrema sintesi, a sfondare confini teorici e oltrepassare confini reali che costituivano, in fondo, anche una sicurezza.”

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