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Archimusic by Federico Babina. Quando la musica diventa architettura


Federico Babina realizza il suo nuovo progetto Archimusic, un mix perfetto tra musica e architettura. 27 canzoni fanno da colonna sonora alle sue illustrazioni che, partendo da un elemento immateriale come la musica, danno luce e colore a forme architettoniche. Un esercizio in cui si cerca di ascoltare l’architettura e di osservare la musica.

Musica e architettura sono intimamente unite da una connessione cosmica. Il colore e le diverse sfumature della musica modellano le forme e i volumi architettonici. Entrambe sono generate da un codice sottostante, basato su matematica e geometria.

La musica è una forma d’arte, il cui mezzo è suono e silenzio. La musica può essere fatta di colori contrastanti o toni che cambiano gradualmente. E l’architettura, in queste illustrazioni, muove i suoi passi sul pentagramma musicale.

Ogni edificio prende forma in un susseguirsi di pieni e vuoti, esattamente come la musica oscilla tra note e silenzi. E da qui Babina prova ad ascoltare l’architettura, interpretando la sua musicalità e il suo ritmo. Lascia che le note disegnino un’architettura immaginaria, seguendo il ritmo della fantasia.

Chet Baker, My Funny Valentine. Blur, Song 2. Jim Morrison, Light My Fire.
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Manu Chao, Me gustas Tu/ Desaparecido. The White Stripes, Seven nation army. J.S. Bach, Suite pour violoncelle N°1.
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Amy Winehouse, Rehab. The Beatles, Let it be. Freddie Mercury, Bohemian rhapsody.
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