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“Esagerare è l’unico modo per sopravvivere.” Andrea Branzi provoca il design


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È uscito in questi giorni per Baldini&Castoldi Editore il volume di Andrea Branzi Una Generazione Esagerata. Dai radical italiani alla crisi della globalizzazione. “L’Italia è l’unico paese europeo che non ha mai fatto una rivoluzione: per questo motivo ha maturato una grande abilità nell’arte di gestire le proprie contraddizioni, senza risolverle mai completamente: così la categoria dell’esagerazione è diventata una strategia utile a dilatare, senza mai arrivare al punto di rottura, la convivenza conflittuale tra le parti sociali, tra la propria storia e il proprio presente”: inizia così il nuovo lavoro di Andrea Branzi, il racconto di un’intera generazione di esagerati formatasi durante gli anni Sessanta, con un mondo schiacciato tra la Guerra Fredda e il Miracolo Economico. Una piccola minoranza prese il nome di radical, iniziando a usare il conflitto non in chiave ideologica ma come tema figurativo: descrivendone gli effetti sulla cultura del progetto, Branzi giunge infine a una nuova definizione di progetto contemporaneo, spazio attivo e complesso che ci connette al mondo esterno.

Andrea Branzi, architetto e designer, nato e laureato a Firenze, vive e lavora a Milano. Protagonista del movimento Radical e del Nuovo Design Italiano, cofondatore nel 1982 di Domus Academy, prima scuola internazionale di design post-industriale, docente al Politecnico di Milano, è stato curatore scientifico del Design Museum della Triennale di Milano. Laurea Honoris Causa in Disegno Industriale all’Università La Sapienza di Roma (2008), è autore di numerosi saggi.

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