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Le “architetture del made in Italy” conquistano Abu Dhabi


Grande successo ha riscosso ad Abu Dhabi la mostra Architetture del made in Italy organizzata da IN/ARCH – Istituto Nazionale di Architettura.

L’esposizione, curata dall’architetto Luca Zevi, documenta l’attività di molte imprese del made in Italy – come Brunello Cucinelli, Kerakoll, Diesel, Ferrari, Dalmine Tenaris, Technogym, iGuzzini, Boffi, Glas Italia, Gucci, Prada – caratterizzate da una “tipologia olivettiana” quanto a dimensioni e produzione specializzata, che negli ultimi anni hanno scelto di costruire i propri stabilimenti e i propri centri direzionali secondo un progetto architettonico d’eccellenza. Sono nate così strutture attente alla poetica dei luoghi e degli oggetti, alla vita delle persone, alla sensibilità ambientale, con un crescente impegno degli imprenditori nel veicolare, attraverso l’architettura, i valori e l’immagine dell’azienda.

Mentre fino agli anni Sessanta-Settanta del Novecento le grandi fabbriche erano concentrate nelle città maggiori – il progetto di Adriano Olivetti rappresenta il tentativo di dare una prospettiva territoriale e sociale alla cultura industriale – nei decenni successivi si realizza un diffuso decentramento produttivo. L’industria manifatturiera si organizza in una pluralità di distretti industriali, in cui prevalgono filiere di piccole e medie imprese.

È in questo contesto che si sviluppa l’economia del made in Italy, illustrata nella mostra attraverso una serie di architetture fortemente rappresentative di un’eccellenza produttiva e rese possibili da un incontro complesso e fertile tra imprenditori e progettisti.

Le architetture del made in Italy, con la loro qualità, testimoniano che nel capitalismo di territorio del nostro Paese è in corso un processo di valorizzazione.

Le aziende leader rinnovano architettonicamente sia gli uffici sia gli stabilimenti, realizzando veri e propri headquarters, con caratteristiche e servizi aperti alla città e al contesto circostante. Un’evoluzione che lascia sperare in una nuova stagione dell’Italia delle Cento Città che, riprendendo la profezia di Adriano Olivetti, conduca a una ripresa economica caratterizzata dalla profonda riqualificazione di un territorio straordinario, che il liberismo dominante negli ultimi decenni ha inutilmente maltrattato.

L’esposizione è stata realizzata con il contributo dell’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – sotto l’egida del Ministero dello Sviluppo Economico, e rappresenta la sezione centrale della mostra allestita per il Padiglione Italia alla XIII Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia 2012 dalla Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanea del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Technogym Village, Sede direzionale, Cesena. Progettista: Antonio Citterio  Patricia Viel & P. (2012).
Technogym Village, Sede direzionale, Cesena. Progettista: Antonio Citterio
Patricia Viel & P. (2012).
Kerakoll GreenLab, Centro ricerche e sviluppo, Sassuolo (MO). Progettista: Studio Bios (2012).
Kerakoll GreenLab, Centro ricerche e sviluppo, Sassuolo (MO). Progettista: Studio Bios (2012).
Ferrari, Stabilimento industriale, Maranello (MO). Progettista: Atelier Jean Nouvel (2009).
Ferrari, Stabilimento industriale, Maranello (MO). Progettista: Atelier Jean Nouvel (2009).
Diesel, Stabilimento, sede direzionale e museo, Breganze (VI). Studio Pierpaolo Ricatti (2010).
Diesel, Stabilimento, sede direzionale e museo, Breganze (VI). Studio Pierpaolo Ricatti (2010).
Dalmine Tenaris, Distretto industriale, Dalmine (BG). Progettisti: Caruso-Torricella Architetti (1998-2008).
Dalmine Tenaris, Distretto industriale, Dalmine (BG). Progettisti: Caruso-Torricella Architetti (1998-2008).

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