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Asilo bioclimatico in Marocco


L’Asilo di Aït Ahmed integra il design dell’architettura con quello del paesaggio, incorporando le dinamiche della comunità, le proprietà bioclimatiche e un nuovo stile vernacolare.

Una scuola per bimbi dai 3-6 anni ad Aït Ahmed, nella provincia di Agadir, realizzata dall’architetto italiano Tommaso Bisogno con i colleghi belgi di BC Architects per conto della fondazione francese GoodPlanet , fondata nel 2005 dal noto fotografo Yann Arthus-Bertrand allo scopo di educare e sensibilizzare alla tutela dell’ambiente.

Avendo bisogno d’infrastrutture educative, la fondazione Goodplanet ha deciso di creare un asilo in aggiunta alle due piccole scuole esistenti.

La costruzione si è ispirata ad un nuovo stile vernacolare utilizzando tipologie, materiali e tecniche locali, rispettando i canoni del design antisismico e bioclimatico.

Descrizione del progetto

L’asilo di Aït Ahmed è stato posizionato nella parte alta del cortile e, percorrendo la lunghezza verso la parte più bassa, lascia lo spazio ad aree di gioco con alberi, sedute ed altalene. La superficie di gioco contenuta tra le mura della scuola comprende: un campo da calcio, uno spazio per fare lezione all’aperto, un’area gioco per bambini piccoli e una per i grandi. L’asilo pentagonale, è in armonia con le mura del cortile di pianta rettangolare, e crea uno spazio interno che supporta tecniche d’insegnamento alternative. La  cattedra dell’insegnante rotonda ad esmpio è posizionata al centro della stanza, al posto delle classiche classi tradizionali di forma rettangolare con la scrivania da un lato e i banchi degli alunni dall’altro.

L’area in cui si è intervenuti è famosa per la produzione di calce e caratterizzata dalla forte presenza di pietra, si è perciò deciso di utilizzare questi elementi per fare i muri. Il tetto è stato fatto seguendo la tecnica tadelakt, utilizzando calce su base di terra-calce posizionata come malta isolante sopra a dei vecchi piloni della luce da esterno in legno, posizionati orizzontalmente con funzione di travi. Gli interni sono stati rifiniti con la tecnica “nouss-nouss”, un “metà e metà” di terra e calce che crea un intonaco lucido e traspirante che diffonde la luce indiretta del sole.

La facciata sud-ovest dell’asilo di Aït Ahmed stata progettata come doppio muro separato da uno spazio tra il muro esterno e quello interno che funge da isolante, rendendo la costruzione fresca durante il giorno. Nelle facciate nord-ovest e sud-est ci sono in totale sei finestre caratterizzate dalla profondità del muro verticale che le incornicia posto in diagonale da parte del lato in cui è più esposto al sole, in modo da non lasciar entrare i caldi raggi solari in modo diretto. La struttura è stata fatta rispettando le norme antisismiche del Marocco, con pilastri in cemento armato vicino alle aperture in facciata.

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