single-image

Auto Lamborghini. Automotive made in Italy con innovazione green


Nelle campagne bolognesi, a Sant’Agata, sorge lo stabilimento di Automobili Lamborghini, l’azienda italiana produttrice delle supersportive più ambite al mondo, fondata da Ferruccio Lamborghini nel 1963 e acquisita nel 1998 da Audi AG. Oggi Lamborghini è presente in 45 paesi con oltre 125 concessionari.

L’azienda, che nei suoi primi quarant’anni di attività ha consegnato in media circa 250 vetture all’anno, ne consegna oggi circa 2mila ai propri clienti finali. Lo stabilimento attuale comprende oltre mille dipendenti e occupa una superficie di 80mila metri quadrati, tra reparti produttivi, laboratori e logistica. Auto nate quindi storicamente con una filosofia motoristica e di clientela ben precisa, ma accompagnate da una politica green high tech, integrata a diversi livelli, con ingenti investimenti in termini di infrastrutture e sistemi gestionali dedicati.

Come sottolinea Massimo Scarpenti, responsabile Energia, Ambiente e Sicurezza di Lamborghini, “l’obiettivo di Lamborghini è rendere lo stabilimento neutrale in termini di CO2 entro il 2015. Cerchiamo di mappare tutti i consumi energetici derivanti dai processi produttivi e dalle infrastrutture (riscaldamento e raffrescamento degli edifici) per identificare le azioni più ottimali da applicare”. Con questi obiettivi strategici sono stati progettati e realizzati importanti interventi di green building che sintetizziamo di seguito.

Edificio dedicato allo sviluppo prototipi
Il nuovo PSC-Proto Shop è il primo edificio industriale multipiano in classe energetica A in Italia, ossia con un consumo inferiore a 30 kWh/mq anno. L’edificio è in grado di abbattere le emissioni di CO2 nell’aria di quasi 33 tonnellate all’anno e di contribuire con un risparmio energetico di oltre 53mila kWh annui. Il risparmio energetico che porta in classe A l’edificio è stato reso possibile attraverso la combinazione di vari accorgimenti progettuali, sistemi domotici e varie tipologie di prodotti tecnici utilizzati nella costruzione. La superficie a terra è stata coibentata con pannelli in polistirene espanso mentre le facciate prefabbricate sono state ricoperte da un cappotto in lana di roccia, dal rivestimento delle fondazioni fino alla copertura.

Le parti esterne dell’edificio sono state rivestite con lastre ceramiche di produzione italiana (Slimtech di LEA), che oltre a coprire e proteggere lo strato coibentante di lana di roccia, garantiscono una microventilazione all’interno dell’edificio. Le facciate trasparenti sono in policarbonato, a differenza delle normali pareti vetrate, che garantiscono la corretta illuminazione solare, un maggiore comfort termico e preservano la riservatezza necessaria a un reparto prototipi.

Il riscaldamento e condizionamento sono ottenuti tramite una pompa di calore, con condizionatore autonomo e recupero di energia sull’aria espulsa, che permette un risparmio annuale del 39% rispetto a un impianto tradizionale. Inoltre gli impianti di illuminazione sono gestiti con sistemi integrati di domotica con cablaggio elettronico autoregolante che provvede all’integrazione artificiale per la sola quantità di flusso realmente necessaria.

Non ultimo, l’edificio è dotato di un impianto fotovoltaico che produce tutta l’energia necessaria per il riscaldamento e raffrescamento, con una potenza installata di 102 kWp che produce energia per un totale di 107.393,5 kWh/anno, in sostanza rendendo l’edificio cosiddetto a emissioni praticamente nulle (nZEB – net-Zero Emission Building).

Il Centro Logistico con microgeneratore
Anche per questo nuovo edificio di 6.300 metri quadrati, inaugurato a settembre 2013, in classe energetica A, sono stati utilizzati accorgimenti di green building per minimizzare il consumo per il riscaldamento e il raffrescamento tramite un micro cogeneratore in grado di coprire il 35% della richiesta di energia termica ed elettrica. Nel 2014 sarà installata una caldaia a biomasse sufficiente a coprire il rimanente dell’energia termica necessaria per il 65%.

L’impianto fotovoltaico riguarda invece una superficie di 14.410 metri quadrati con una potenza installata di 2.180 kWp che permette di avere energia prodotta da fonti rinnovabili per 2.268.669 kWh/anno e una riduzione di CO2 per 982 ton/anno.

Green management integrato
Gli investimenti in accorgimenti tecnologici e infrastrutturali sono stati accompagnati da una coerente adozione di procedure gestionali secondo gli approcci più avanzati di Green ed Energy Management esistenti su scala internazionale e prima azienda italiana dell’automotive ad ottenerle. Nel 2009 sono state ottenute le certificazioni green di processo ISO 14001 e la più impegnativa secondo il Reg. UE EMAS (Eco-Management and Audit Scheme); la ISO 50001 sulla gestione energetica dei processi nel 2011 e la più recente certificazione ISO 14064 (Carbon Footprint) nell’estate del 2013. Quest’ultima misura l’ammontare delle emissioni di GHG (GreenHouse Gas) prodotte direttamente e indirettamente dall’organizzazione e introduce azioni di miglioramento continuo.

Nuovi obiettivi Green
I vari interventi di tipo infrastrutturale e gestionale hanno consentito di ottenere ottimi risultati. Nel 2012 la riduzione di consumi energetici è stata del 17% in meno rispetto al 2010, il 28% in meno per quanto riguarda i consumi idrici (33 m3/auto), la riduzione di scarti dell’8% e del 24% per la riduzione di emissioni di VOC.

“E in un’ottica di miglioramento continuo – sottolinea ancora Scarpenti – gli obiettivi green della CO2 Road Map di Lamborghini sono ancora più ambiziosi: ridurre del 25% i consumi energetici, idrici, la produzione di rifiuti e di VOC entro il 2018 rispetto al 2010, per arrivare ad avere uno ‘stabilimento CO2 neutrale’.”

Per le sue varie caratteristiche di green building, il progetto ProtoShop ha ottenuto un riconoscimento nella III edizione del Festival Green Economy di Distretto 2013.

You may like