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Biocasa_82. Un modello di sostenibilità unico al mondo


La residenza di Enrico Moretti Polegato, Presidente Diadora, è la prima casa in Europa con attestato leed platinum e con risultati da record nell’analisi di carbon footprint.

di Giovanni Fabris

BioCasa_82 è la residenza privata di Claudia ed Enrico Moretti Polegato, Presidente Diadora, ed è la prima residenza privata in Europa ad aver ottenuto il prestigioso attestato di conformità al più alto livello del protocollo LEED for Homes v. 2009, LEED PLATINUM, e anche la prima nel nostro Paese ad aver condotto privatamente l’analisi carbon footprint, ovvero il calcolo dell’impronta di CO2 rilasciata nell’ambiente nel corso del tempo. Lo studio di sostenibilità climatica, svolto da MR Energy Systems, ha infatti calcolato che il carbon footprint dell’edificio, per un ciclo di vita di 100 anni, è inferiore del 60% rispetto a quello di un edificio tradizionale. Un risultato importantissimo per l’ambiente: basti infatti pensare che il settore delle costruzioni, soprattutto a causa del dispendio energetico, incide per un totale del 30% circa del futuro inquinamento da CO2 nel nostro pianeta.

Il progetto architettonico e il design degli interni di BioCasa_82 sono stati realizzati dall’architetto Rosario Picciotto. Welldom srl ne ha seguito la costruzione, l’engineering e lo studio dei materiali secondo un approccio olistico sartoriale che ha portato BioCasa_82 a raggiungere livelli di benessere e sostenibilità mai ottenuti prima. Con 117 punti su un massimo di 136 – le ragioni che hanno impedito il conseguimento del numero massimo di 136 punti sono dovute, prevalentemente, alla scelta del sito del progetto, immerso nella campagna e quindi privo di servizi e infrastrutture reperibili nei centri abitati, fattore che avvalora ulteriormente le alte prestazioni raggiunte invece in ambito di sostenibilità e risparmio energetico – secondo il protocollo americano LEED Platinum, e 10 punti su 11 per quanto riguarda il parametro relativo all’innovazione nel design & engineering, il progetto presenta i valori più alti in Europa proprio per gli aspetti progettuali che si distinguono per le caratteristiche di innovazione e di applicazione delle pratiche di sostenibilità e comfort nella realizzazione di edifici.

Un progetto che Claudia ed Enrico Moretti Polegato hanno fortemente voluto: “Sognavamo una casa che, oltre ad essere bella e ‘sana’, esprimesse coerenza tra i nostri valori e la responsabilità sociale nei confronti del territorio e delle generazioni future. Speriamo che la nostra scelta, anche grazie all’impatto simbolico dell’analisi carbon footprint appena conclusasi, possa diventare uno spunto di riflessione e contribuire così a un progresso che consideriamo necessario per il futuro del nostro pianeta”.

I risultati dell’analisi carbon footprint, a un anno dal completamento dei lavori, sono stati raggiunti grazie a un processo di costruzione unico, il metodo Welldom, che unisce le più avanzate tecniche costruttive, in materia di bioclimatica e di prestazioni energetiche, per ottenere il minimo impatto ambientale abbinato al massimo comfort – inteso come benessere termico, olfattivo (legato alla qualità dell’aria), visivo (relativo all’illuminazione), acustico e psicologico. Ecco che, per esempio, il clima raggiunge standard precisi di temperatura e umidità adatti all’attività svolta ambiente per ambiente; l’aria interna è sempre “nuova”, filtrata da pollini, polveri, acari; l’acustica è ottimale e non presenta alcun inquinamento proveniente da macchinari o riverbero interno; l’illuminazione è studiata per essere la più naturale possibile, ottimizzando l’apporto solare. Inoltre, tutti gli ambienti sono privi di gas radon, di prodotti di sintesi e VOC, di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici nocivi.

Dal punto di vista del risparmio energetico e delle risorse naturali, Welldom ha progettato un sistema che vanta il 99% dei materiali utilizzati riciclabili, il 100% del recupero delle acque piovane e l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili grazie a un impianto fotovoltaico che produce circa 14 kWh di energia elettrica e a un impianto geotermico ad altissima efficienza per la produzione di calore, acqua calda sanitaria e il raffrescamento. La casa ha, infatti, consumi bassissimi (< 30 kW/m2 anno).

Inoltre, sono stati impiegati esclusivamente materiali ecologici certificati, riciclabili e, per quanto possibile, locali o a chilometri zero: legno massiccio con standard PEFC o FSC proveniente dalla Germania (le foreste più vicine), intonaci ai silicati naturali, pavimenti in pietra di trachite zovonite delle cave di Zovon di Padova, calcestruzzi di Bigolino di Valdobbiadene, ecc.

Lavorazioni artigianali che hanno visto l’uso di tecniche manuali antiche, come quella del cemento levigato a effetto seta presente nella zona living e nella palestra del piano seminterrato.

Dal punto di vista dell’interior design, l’architetto Rosario Picciotto ha studiato ogni particolare per favorire il benessere e la “naturalità” degli spazi, sostenendo che “pur essendo una casa ‘importante’, essa non ha nulla a che fare con l’opulenza e una logica di consumo. Per esplicito volere della committenza, ogni aspetto è stato curato per essere rispettoso dell’ambiente: è incredibile come una casa così grande possa consumare così poco”.

L’area del Montello in cui si trova BioCasa_82 è sottoposta a vincolo paesaggistico, ragione per cui sin dall’inizio il progetto è nato in un’ottica di recupero ambientale sostenibile, rispettoso della storicità dei luoghi e della natura circostanti. La facciata esterna è caratterizzata da “quinte” – il brise soleil – che abbracciano il paesaggio e, grazie alla loro forza prospettica, lo portano idealmente fin dentro casa.

Lo stesso principio di contatto con la natura e scambio tra interni ed esterni è stato rispettato anche per le zone living e notte, affacciate verso sud con enormi vetrate velate da tendaggi bianchi che si aprono come un sipario sulla natura circostante.

L’arredamento è quasi interamente disegnato su misura per questo progetto. Accanto, una selezione di pezzi classici del design: la cucina è prodotta su misura da Arclinea, con materiali naturali e certificati, come per il resto della casa; nell’area living aggiungono un tocco d’effetto scenico il lampadario bianco di Karman (modello Snoob), un grande camino (forte nella sua proporzione verticale), la Lounge Chair by Eames di Vitra e gli imbottiti di Moroso; nella zona notte fanno da protagonisti l’originale poltrona Calla in pelle bianca di Modular e una vasca da bagno in marmo giallo reale che si affaccia sulla suite padronale. All’esterno un prato fiorito, non un giardino, con piante autoctone che crescono spontanee secondo i ritmi della natura.

(Foto: © Marco Zanta)

GreenBuilding-magazine-Biocasa_82_© Marco Zanta

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