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C’era una Volta, collezione di vetri ispirati alle favole classiche

Una collezione di oggetti in vetro soffiato a mano che sembra comparire da un libro di favole: il bosco, il sacchetto per la merenda, gli uccellini… Un modo per riflettere su quello che è il grande vantaggio dell’invenzione. La fiaba può ancora essere, a qualunque età, ciò che stimola a produrre e che sviluppa il senso del fantastico a partire dai materiali della propria quotidianità.
Produzione POETS 2015 di Massimo Lunardon, design Alessandra Baldereschi.

Calvino e la definizione di cosa sono le fiabe:
“Sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento ruminio delle coscienze contadine fino a noi; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna, soprattutto per la parte di vita che appunto è il farsi d’un destino: la giovinezza, dalla nascita che sovente porta in sé un auspicio o una condanna, al distacco dalla casa, alle prove per diventare adulto e poi maturo, per confermarsi come essere umano. E in questo sommario disegno, tutto: la drastica divisone dei viventi in re e poveri, ma la loro parità sostanziale; la persecuzione dell’innocente e il suo riscatto come termini d’una dialettica interna ad ogni vita; l’amore incontrato prima di conoscerlo e poi subito sofferto come bene perduto; la comune sorte di soggiacere a incantesimi, cioè d’essere determinato da forze complesse e sconosciute, e lo sforzo per liberarsi e autodeterminarsi inteso come un dovere elementare, insieme a quello di liberare gli altri, anzi il non potersi liberare da soli, il liberarsi liberando; la fedeltà a un impegno e la purezza di cuore come virtù basilari; la bellezza come segno di grazia, ma che può essere nascosta sotto spoglie d’umile bruttezza come un corpo di rana; e soprattutto la sostanza unitaria del tutto, uomini bestie piante cose, l’infinita possibilità di metamorfosi di ciò che esiste.”
(Fiabe italiane, Introduzione, vol. I, p. XV, Mondadori, 2003)

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