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La città che sale. L’immaginario urbano del cinema in mostra a Siena


La città che sale in mostra a Siena il 24 e 25 novembre per indagare il rapporto tra cinema e “città” nello stile di Campo&ControCampo, attraverso una appassionante staffetta di proiezioni, incontri ed anteprime dedicate al cinema che ha raccontato il mondo urbano e lo ha interpretato e reinterpretato tra visioni futuristiche e speculazione edilizia, utopie architettoniche e degrado delle periferie.

Dopo il successo delle precedenti edizioni ispirate al tema della crisi economica e della corruzione legata al potere, la rassegna cinematografica torna a proporci un itinerario di viaggio alla scoperta di un immaginario urbano in continua evoluzione. Ritratti in movimento di città che nel corso dei millenni si sono dilatate, implose, decadute e scomparse, persino risorte e che qui ci vengono restituite attraverso la lente – a volte realistica e spietata, a volte visionaria e distorta – del cinema.

Otto film senza tempo, otto capolavori d’autore saranno proiettati il 24 e 25 novembre a Siena presso il Cinema Nuovo Pendola e faranno da preludio al grande evento previsto nella primavera del 2015: la tavola rotonda sul tema “La città del futuro”.

“La storia del cinema è strettamente legata alla storia delle città” dichiarano i direttori artistici Claudio Carabba e Giovanni Maria Rossi. “Il cinema ha sempre cercato di seguirne i ritmi convulsi, ne ha cantato il progresso, ne ha filmato le ore, i giorni e soprattutto le notti, ne ha pedinato le folle, ne ha celebrato il lusso e il divertimento, per accorgersi periodicamente che la città è anche decadimento, miseria, corruzione, malavita, violenza, solitudine, disperazione e morte.”

La Città che sale punta i riflettori sulle trasformazioni urbane avvenute soprattutto tra il Novecento e il XXI secolo che hanno cambiato il nostro immaginario culturale e collettivo, interrogandosi sul futuro della polis di porzioni sempre più vaste di cittadini del mondo a partire da due focus tematici pensati come due capitoli di un racconto a più voci: “Il sogno dell’architetto” e “Le mani sulla città: speculazione edilizia, criminalità organizzata e il malessere delle periferie”.

Lunedì 24 novembre nella prima giornata di proiezioni “Il sogno dell’architetto” sono protagoniste le visioni di città dei grandi architetti: dall’esplosione fantasiosa dell’Art Nouveau a cavallo dei secoli XIX e XX all’esperienza razionalista di Walter Gropius e del Bauhaus; dalla genialità di Le Corbusier, Frank Lloyd Wright e Oscar Niemeyer alle ipermediatiche archistar contemporanee (Frank Gehry, Norman Foster, Jean Nouvel, Arata Isozaki, Renzo Piano, Santiago Calatrava, Massimiliano Fuksas ecc.).

La seconda giornata in programma – martedì 25 novembre – è ispirata al tema “Le mani sulla città: speculazione edilizia, criminalità organizzata e il malessere delle periferie” e propone una selezione di film che raccontano la deriva del secondo dopoguerra determinata dallo sviluppo sregolato dei piani urbanistici e l’intreccio perverso tra potere politico, organizzazioni criminali ed edilizia selvaggia, che ha cambiato il volto e l’anima stessa delle città, creando sacche di marginalità nelle periferie delle grandi metropoli che diventano rifugio dei gruppi sociali più sfavoriti, delle etnie più deboli, degli immigrati meno protetti, della malavita piccola e grande.

La città che sale è una produzione Campo&Controcampo-Storie di Cinema, Camera di Commercio di Siena, Fondazione Sistema Toscana e Cooperativa Nuova Immagine-Cinema Nuovo Pendola, realizzata con il patrocinio di Comune di Siena, Università degli Studi di Siena e Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori della Provincia di Siena.

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