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Da Boer, cucina e design dialogano

Da pochi mesi ha aperto [bu:r] a Milano, il primo ristorante dello chef Eugenio Boer che offre un percorso di ricerca e di contaminazione sia in cucina che nel progetto d’interni

[bu:r], un marchio semplice ed elegante, la trascrizione fonetica del cognome dello chef, che racchiude e al contempo apre al mondo la sua visione. Gli iconici due punti rossi, ripresi molteplici volte nell’immagine coordinata e nei dettagli del ristorante, rappresentano l’estrema sintesi dell’equilibrio tra innovazione e tradizione.

Greenbuilding magazine Eugenio Boer interni ristorante © Marco Varoli

Il progetto degli ambienti di [bu:r] nasce dalla collaborazione tra lo chef stellato Eugenio Boer e l’architetto Mario Abruzzese, fondatore di kick.office. Attraverso un costante e intenso confronto fatto di ricerca e reciproche contaminazioni, ha origine un luogo caratterizzato da un forte legame con la personalità, la cucina e la storia dello chef.

Greenbuilding magazine Eugenio Boer interni ristorante © Marco Varoli

Gli spazi, articolati in modo flessibile attraverso elementi divisori in paglia di Vienna, sono pensati per creare ambienti intimi e accoglienti, in costante equilibrio tra innovazione e tradizione. L’utilizzo di tecniche e materie prime tipiche della cultura italiana, reinterpretate in modo inconsueto, rimanda al percorso formativo di Boer attraverso la penisola e alla sua attenzione alla tradizione, esaltando, nel contempo, lo spirito innovativo e anticonformista dello chef. In modo analogo, tecniche e materiali provenienti da altri contesti rimandano ai legami con l’Olanda, dove Boer ha trascorso l’infanzia, così come alle contaminazioni con tradizioni e culture con le quali è venuto a contatto.

Greenbuilding magazine Eugenio Boer interni ristorante © Marco Varoli

Le cromie decise di pareti e pavimenti distinguono in modo energico gli ambienti del ristorante, suggerendo una sofisticata analogia con i sapori forti e decisi della cucina. Analogamente, materiali preziosi come il marmo, il legno di noce e l’ottone rispecchiano l’importanza e la ricercatezza delle materie prime che contraddistinguono il pensiero di Boer. Presenze decorative inaspettate caratterizzano gli spazi in modo unico: tra questi, il monolite rivestito di elementi tridimensionali in ceramica, la carta da parati con stampe di ispirazione cinese nel colore blu tipico delle ceramiche di Delft, le pareti con la finitura di intonaco rustico di color oro. Esse sono la sintesi di un pensiero moderno e visionario, coraggioso e dinamico, che accomuna l’approccio alla cucina così come il progetto degli spazi.

Da [bu:r] lo chef propone la “sua” cucina, fatta di tantissime influenze, ma di solide basi. Per definirla si potrebbe usare l’aggettivo “concettuale”: nel suo menu, infatti, Boer ha voluto eliminare i piatti per proporre dei “concetti di degustazione”, presentati in maniera circolare, a ricordare la forma del piatto e la ciclicità della vita, caratterizzata da un insieme di accadimenti concentrici. Un menu che propone un rimando al passato in funzione del futuro, un omaggio ai cuochi che hanno contribuito alla sua formazione che cambia a seconda delle stagioni e delle emozioni che attraversano lo chef.

Greenbuilding magazine Eugenio Boer brigata © Marco Varoli

Ph. © Marco Varoli

Ristorante [bu:r], Milano (MI)

Studio di progettazione: kick.office, Milano (MI), arch. Mario Abruzzese. Eco-superfici Kerakoll della Piero Lissoni Warm Collection: nell’ingresso il pavimento è in Legno+Color Large WR10; nei bagni i pavimenti sono in Cementoresina nella tonalità WR10 e le pareti e il soffitto sono rifinite con Resin Paint PL83. Coordinamento Kerakoll: Umberto Piccinini, Pierandrea Boninsegna, Alessandro Dondi, Piero Viscardi.

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