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Il De.Sign in tv su Sky Arte


De.sign è la trasmissione in onda in queste settimane su Sky Arte HD il martedì alle 22 e in replica il giorno successivo alle 15.15. Quest’anno ha come filo conduttore il tempo, o meglio il senso della durata del design come progetto, dal cucchiaio alla città. L’obiettivo è di individuare luoghi e oggetti sopravvissuti al tempo perché pensati al futuro. Questi i 6 temi: Le Vertigini, Le Idee Forti, La Durata, I Muri, La Rinascita e I Ritmi.

De.sign e Sky Arte HD vi portano nel cuore del design, alla scoperta di quei luoghi così “disperatamente contemporanei” da risultare immortali. New York, Parigi, Londra, Stoccolma, Sofia, Hong Kong, Singapore, Copenhagen, sono solo alcune delle location in cui hanno viaggiato le troupe di 3D Produzioni e che introducono l’episodio sviluppato attraverso incontri, oggetti, progetti, edifici, visioni.

La puntata su Le Vertigini non poteva non aprirsi sui grattacieli di New York, ripresi dal basso verso l’alto perché le vertigini che dà New York sono capovolte. Altre vertigini, questa volta proiettate nel vuoto assoluto, della natura incontaminata, la casa a picco sulla montagna di Les Diablerets progettata da Ron Arad e poi quelle degli architetti di Leap Factory (studio a Torino) con le loro straordinarie case prefabbricate sulle vette più alte del mondo.
Una visita al Royal College of Art di Londra, la scuola di design più prestigiosa d’Europa dove ha studiato Simon Heijdens, designer star dell’ultimo Design Miami Basel, e chiusura sul tema iniziale, Le Vertigini appunto, tornando sui grattacieli di New York, con il nuovo progetto di Bjarke Ingels di BIG, teorico di un “edonismo sostenibile”.

La puntata dedicata a Le Idee forti, che sanno plasmare vite, oggetti e paesaggi, prende avvio dal monumento del Partito Comunista Bulgaro del Monte Buzludzja, 250 km da Sofia – imponente pur nella sua decadenza, segno di un passato votato all’ideologia e proiettato verso un futuro immaginato – e prosegue fino al suo corrispettivo a Parigi, la sede del Partito Comunista Francese progettato da Oscar Niemeyer. Chi si contrappone alle Idee forti è l’inglese Tom Dixon che racconta il suo nuovo ristorante parigino sotto il Palais del Tokio: Eclectic. Idee forti sì, ma con l’uomo al centro di tutto: è Richard Rogers che si racconta dal suo studio lungo il Tamigi. La puntata continua con la storia del trentottenne Joseph Dirand, “The Architect of the Extreme Interiors”, l’architetto che ha progettato Monsieur Bleu, il ristorante più richiesto di Parigi, e con l’incontro con Daniel Libeskind nel suo studio di Milano.

La Durata dedicata agli oggetti, alle idee, all’estetica che sa resistere al passare del tempo senza perdere il proprio fascino. Un armonico coesistere di passato e presente, che ritroviamo nel primo luogo “disperatamente contemporaneo” della puntata: lo straordinario cimitero di Hong Kong. Tra i protagonisti Charlotte Periand, Oki Sato, cresciuto tra Tokyo e Toronto, artefice del raffinato design di Nendo, Neri&Hu. E ancora un’intervista a Francesco Manacorda, direttore artistico della Tate Gallery di Liverpool e la visita – raccontata dalle parole di Michele De Lucchi che lo ha disegnato – al neonato museo di Poltrona Frau a Tolentino nelle Marche.

La Rinascita. Il Cretto di Gibellina, lavoro di Alberto Burri, che ha transfigurato in opera d’arte i resti della cittadina siciliana distrutta dal terremoto nel 1968, è il punto di partenza della puntata dedicata alla Rinascita. E il design? Come può continuamente rigenerarsi. A Parigi c’è chi crede che l’unica evoluzione possibile è quella che proietta nel futuro la visione dell’oggi. Come i NoDesign, il gruppo francese guidato dal guru Jean louis Frechin che collabora per le più grandi aziende del mondo o come Serge Latouche, intellettuale teorico della decrescita, che parla di un design che sappia sostituire all’accumulo consumistico degli ultimi decenni, la sostenibilità ambiente e sociale, il riciclo e il recupero.
Un percorso già intrapreso da Barber&Osgerby, il duo inglese che al Design Museum di Londra diretto da Deyan Sudjic espone “In the making”, mostra che celebra gli oggetti a metà strada tra design, arte e artigianato, belli anche quando incompleti. Chi ha trovato un giusto equilibrio tra iperinnovazione e decrescita è il designer di origini israeliane Arik Levy. E’ una Rinascita vera e propria quella di Stilnovo, azienda che risorge dalle ceneri con la riedizione delle lampade di Castiglioni. C’è poi chi si concentra sul dare nuova vita e nuovi usi a materie organiche il cui uso tradizionale era ben altro, come ad esempio le alghe. È l’artista designer Julia Lohmann.

I muri. Andare oltre i muri, i limiti, i confini; per spingersi più in là, per superarli, per abbatterli. Muri concreti e “politici”, i muri che nascono da una violenza, quelli tra Germania Est e Ovest, tra Messico e Stati Uniti, tra Israele e Palestina. Cosa c’entra il design con questa violenza? Il design non era ‘buono per definizione?’ E “Design e violenza” è il tema della mostra che Paola Antonelli ha curato per il MOMA di New York. È lei che piega questo rapporto indagato per la prima volta. Muri, come quelli che hanno relegato le donne ai margini della cultura fino a pochi decenni fa, come dimostra “Designing Women” altra mostra del MOMA che finalmente rende il giusto tributo alle donne protagoniste della storia del design. Oltre i Muri, come ostacoli da abbattere. È il design che lavora per i disabili e per gli anziani, come quello di Francesca Lanzavecchia che racconta la sua filosofia di lavoro.

I Ritmi. Dedicata alla musica, piena di ritmo e ai ritmi, oltre che ai corsi e ricorsi della storia, la puntata si apre con un omaggio dell’artista bolognese Vittore Baroni alle audiocassette: oggetti di design familiare, talvolta strumenti di arte, prototipo della condivisione peer to peer molto prima dell’avvento di Internet. Dalla pellicola all’mp3: ecco quindi la radio ipertecnologica di Mathieu Lehanneur, e il Beolit, della danese Cecilie Manz in brevissimo diventato oggetto di culto. Karim Rashid parla di musica elettronica che per lui ha il ritmo della contemporaneità e Jens Martens, celebre per le eco biciclette supertecnologiche, racconta la sua filosofia eco.
E dopo tutta questa tecnologia si torna ai ritmi pacati dello shopping parigino con Serge Bensimon, fondatore di Bensimon, e creatore delle scarpe di tela colorate che hanno conquistato già 3 generazioni. Serge Bensimon ora ha aperto una galleria di design con cui si augura di suscitare le stesse passioni. Per chi crede nei corsi e ricorsi della storia, c’è l’avventura dei Quadri di Luce di Giò Ponti in conclusione della puntata dei Ritmi.

(Francesco Manacorda, direttore artistico della Tate Gallery di Liverpool)

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