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Fondazione Cartier. Una casa per l’arte


Mostre ed eventi nell’edificio parigino firmato da Jean Nouvel. Per festeggiare con artisti e amici 30 anni di attività culturale all’insegna dell’arte sperimentale.

A partire da maggio 2014 e durante tutto il corso dell’anno, la Fondazione Cartier celebra 30 anni di mecenatismo e di attività espositiva coinvolgendo la comunità di artisti che hanno fatto la storia della fondazione con esposizioni negli spazi di boulevard Raspail, sede della Fondazione dal 1994: una struttura di vetro e acciaio, opera di Jean Nouvel, auto-dichiarata “monumento parigino”.

La celebrazione è suddivisa in due tappe e presenta alcune delle opere più emblematiche e spettacolari nella storia della Fondazione Cartier. Vivid Memories – la prima tappa di questo anniversario che ha preso avvio a maggio ed è terminata a settembre – ha visto la presentazione di opere come l’aeroplano di Marc Newson, la monumentale sfera d’oro di James Lee Byars, il sottomarino di Panamarenko, Brise-lames di Raymond Hains, i dipinti di Chéri Samba, i taccuini di Moebius, la scultura In bed di Ron Mueck e la città di Bodys Isek Kingelez.

Nella seconda tappa – che prende avvio a ottobre 2014 – la Fondation Cartier pour l’art contemporain ha dato piena libertà agli architetti Elizabeth Diller e Ricardo Scofidio di ideare un progetto ambizioso e pieno di sorprese. A entrambi gli architetti piace lavorare con artisti provenienti da diversi campi, creando così uno spazio collaborativo vivo e in continua evoluzione.

Ma torniamo alla sede della Fondazione Cartier, a quel “monumento parigino” nel cuore della città, al 261 del boulevard Raspail, praticamente di fronte al cimitero di Montparnasse in cui la Fondazione si è trasferita nel 1994 abbandonando Jouy-en-Josas vicino a Versailles.

Nel progetto della Fondazione Cartier, Jean Nouvel intendeva combinare armoniosamente 1.200 metri quadrati di spazio espositivo con sei piani di uffici. Per la facciata esterna ha progettato uno schermo di vetro che si estende parallelamente al boulevard Raspail per prolungare la prospettiva del viale. Dietro a questa parete trasparente è presente un cedro del Libano piantato da Chateaubriand nel 1823. Sopra l’ingresso del palazzo si erge un muro di piante e l’intervento fu commissionato nel 1998 a Patrick Blanc, specialista in botanica tropicale e creatore di questo design innovativo.

Il corpo principale dell’edificio stesso è arretrato rispetto al viale. Le facciate su ogni lato si estendono verso l’esterno per immergere perfettamente i giardini nell’architettura dell’edificio. Fungendo allo stesso tempo da finestre e specchi, le pareti di vetro permettono allo spettatore di intravedere le opere esposte o riflettono le nuvole trasportate dal vento e l’ambiente urbano. L’edificio pertanto è in continua metamorfosi in base all’ora del giorno o della notte.

All’interno, Jean Nouvel ha creato uno spazio flessibile che stimola gli artisti ad appropriarsi dell’architettura, a modificare e abitare lo spazio per tutta la durata della loro mostra. Ogni progetto prevede nuove possibilità per reinventare lo spazio.

Dotato di un’uscita direttamente sui giardini e di un soffitto alto 8 metri, il piano terra completamente modulare può essere oscurato per video proiezioni di film e installazioni. Dispone, inoltre, di ampie vetrate scorribili a scomparsa, che trasformano l’edificio in una vasta struttura sollevata su trampoli che si affaccia sul giardino Theatrum Botanicum.

Distante dal paesaggio del giardino all’inglese o dal tradizionale giardino alla francese, il Theatrum Botanicum dell’artista Lothar Baumgarten crea un nuovo genere e sfugge ogni classificazione. Visibile dal boulevard Raspail, il giardino – che racchiude l’edificio della Fondazione Cartier e sembra addirittura penetrarlo – a prima vista sembra selvaggio.

Lothar Baumgarten ha riunito nel giardino 35 specie di alberi e quasi 200 specie autoctone di flora francese, tutte piantate o seminate con un ordine particolare. Fichi, fragole e violette selvatiche, mughetto, ciliegi, menta e rosmarino sono solo alcune delle tante sorprese e delizie offerte al visitatore durante le sue passeggiate, in ogni stagione.

Il Theatrum Botanicum trae il suo nome dai manoscritti in cui i monaci nel Medioevo fecero un inventario delle piante medicinali e aromatiche. Proprio come nei giardini medievali, il Theatrum Botanicum è racchiuso da una parete di vetro, rivisitato secondo il gusto contemporaneo. Dietro l’edificio, il giardino si trasforma in una distesa di sabbia con un anfiteatro, i cui piccoli scalini sono coperti da erbe coltivate e selvatiche. Al di sotto, una vasca in pietra offre al visitatore un rifugio più intimo. La disposizione del giardino si basa su forme geometriche elementari: l’ellisse della fontana, il cerchio dell’anfiteatro e il triangolo della struttura sono tutti giustapposti alla forma rettangolare dell’edificio di Jean Nouvel. Nulla è stato lasciato al caso in questo progetto, che recupera la tradizione tipicamente europea di commissionare giardini per volere di un mecenate.

Nel 2012, un’indagine ecologista svolta dal Muséum national d’histoire naturelle di Parigi ha registrato la scala della sua biodiversità. Sono state identificate 194 piante, di cui 21 sono alberi. Tra i numerosi uccelli presenti nel giardino figurano la cinciarella, il codibugnolo e lo scricciolo, tutti uccelli che gradualmente stanno scomparendo in Francia. Qui sono state avvistate sei specie di insetti impollinatori, diverse specie di farfalle e una grande quantità di pipistrelli.

 

Mostra Vivid Memories, Fondazione Cartier, Parigi, 2014. © Thomas Salva / Lumento. Courtesy of Fondation Cartier
Mostra Vivid Memories, Fondazione Cartier, Parigi, 2014. © Thomas Salva / Lumento. Courtesy of Fondation Cartier
Véio, Untitled, 2009 e 2008. Mostra Vivid Memories, Fondazione Cartier, Parigi, 2014. © Thomas Salva / Lumento. Courtesy of Fondation Cartier
Véio, Untitled, 2009 e 2008. Mostra Vivid Memories, Fondazione Cartier, Parigi, 2014. © Thomas Salva / Lumento. Courtesy of Fondation Cartier
Raymond Hains, 15 brise-lames de Saint Malo, plage du Sillon, 1994. Mostra Vivid Memories, Fondazione Cartier, Parigi, 2014. © Thomas Salva / Lumento. Courtesy of Fondation Cartier
Raymond Hains, 15 brise-lames de Saint Malo, plage du Sillon, 1994.
Mostra Vivid Memories, Fondazione Cartier, Parigi, 2014. © Thomas Salva / Lumento. Courtesy of Fondation Cartier
Theatrum Botanicum. Fondation Cartier pour l’art contemporain, Parigi, 2013. © Jean Nouvel / Adagp, Paris. © Luc Boegly. Courtesy of Fondation Cartier
Theatrum Botanicum. Fondation Cartier pour l’art contemporain, Parigi, 2013. © Jean Nouvel / Adagp, Paris. © Luc Boegly. Courtesy of Fondation Cartier

 

 

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