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Il domani inizia dalle città intelligenti

Intervista ad Andrea Poggio, vicedirettore di Legambiente e autore del saggio Le città sostenibili.
di Umberto Di Maria

Non ha senso costruire case ecologiche, a consumi “quasi zero”, se il quartiere, la città, l’ambiente circostante rimangono inquinati, trafficati e cementificati. Insomma, il futuro green non si può costruire solo individualmente. Ma cosa significa convertire una città in una smart city? “Una città può essere definita intelligente quando gli investimenti nel capitale umano e sociale e nelle infrastrutture delle reti di comunicazione tradizionali e moderne permettono uno sviluppo economico sostenibile e un’alta qualità della vita, con una gestione delle risorse saggia e partecipata”. È quanto sottolinea Andrea Poggio, vicedirettore generale di Legambiente nel suo libro Le città sostenibili. Il nostro futuro inizia dalle città e, come dimostra il grande interesse della Comunità europea sul tema, un cambiamento in direzione ecosostenibile non è ormai più rimandabile. “Le città sostenibili – spiega a GreenBuilding magazine lo stesso Poggio – dimostra come una riconversione “verde” sia ormai fondamentale, oltre che per il nostro benessere, anche per la nostra economia. Il nostro futuro inizia dalle città. In Europa e nel mondo nascono nuove smart cities, fondate su stili di vita sostenibili, sulla qualità degli spazi, sul lavoro verde. Ma non esistono città intelligenti senza cittadini informati, attivi, creativi”.

Andrea Poggio, Le città sostenibiliCi parli del libro…
È un libro di saggistica e di divulgazione che racconta i cambiamenti attraverso le vicende di tre personaggi immaginari: una studentessa, un impiegato e una professionista. Tre cittadini che crescono, insieme alle rispettive città. Con loro scopriamo che azione individuale e progetti sociali garantiscono davvero ambienti compatibili e una vita migliore. Essere spettatori passivi non conviene: l’avventura di inventare di nuovo le nostre città è già cominciata.

Esistono già nel mondo esempi di città intellingenti?
Nel libro racconto l’esempio degli ecoquartieri come quelli di Amburgo, capitale verde europea 2011, là dove una volta c’erano gli impianti industriali del porto. Si trovano anche abitazioni che costano solo 2mila 3mila euro al metro quadrato, perché la sfida per la nuova edilizia cittadina è conciliare qualità con prezzi contenuti: è l’housing sociale. Analogo l’impegno per i primi ecoquartieri sorti in Europa ad Amsterdam, Vienna, Bolzano e Friburgo.
Per una città sostenibile è centrale il rapporto con il verde urbano: per quello fruibile, parchi e giardini urbani, in Italia ci sono gli esempi di Lucca, Monza e Sondrio con più di 40 metri quadrati per abitante. Mentre Pisa, seguita da Cagliari e Mantova, ha saputo preservare il 71% della superficie comunale con parchi e riserve naturali in modo che la città del cemento finisca, una città che si concentra nel suo centro e non si disperde in un’infinita estensione di villette e capannoni a danno del verde (è il fenomeno dello sprawl urbano). E poi ci sono le città impegnate nella rivoluzione energetica: in Italia sono ben 2.068 i Comuni che producono più elettricità rinnovabile di quanta ne consumino e 23 quelli totalmente rinnovabili, capaci cioè di autogenerare tutta l’elettricità, il calore e i combustibili che consumano.

Si tratta dunque di un processo già avviato?
Nel bel mezzo della crisi economica e sociale più lunga e complicata da oltre mezzo secolo, sapere che un mondo nuovo sta nascendo è una speranza per tutti. Il futuro sostenibile, lo sviluppo durevole, si realizza prima nelle città; è già iniziato nelle grandi, medie e piccole città d’Europa e del mondo.

Lei propone anche il ritorno all’”ecodensità” della città storica. Che cosa intende?
Oggi il dibattito politico s’interroga sulle strade per il rilancio del settore dell’edilizia, quando a mio avviso il vero mercato è quello della manutenzione. Il tema è quello della rigenerazione urbana, dobbiamo ricostruire le nostre città.


Andrea Poggio
Andrea Poggio

Andrea Poggio é vice direttore di Legambiente Onlus, responsabile delle campagne sugli stili di vita (www.viviconstile.org) e del Premio Innovazione Amica dell’Ambiente. Nel 1993 ha dato inizio al premio Comuni Ricicloni e alle giornate di volontariato Puliamo il mondo – Clean up the world per l’Italia. Nel 2001 ha organizzato il primo servizio italiano di car sharing a Milano e nel 2010 è stato tra i curatori della mostra Green Life, Costruire città sostenibili alla Triennale di Milano. Giornalista, fondatore e direttore (sino al 1984) del mensile La nuova ecologia, è autore dei volumi Vivi con stile (2007), Green Life, vita nelle città di domani (2010), Con Stile, cambio vita a Milano (2012).

Amsterdam, il vecchio porto
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Amburgo, Afbeelding
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Vienna, Schukowitzgasse
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Friburgo, Rieselfeld
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