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La Mandria ritrova l’atmosfera sabauda

L’ex settecentesco allevamento di cavalli si trasforma in spazio per eventi.

Il regio “Tenimento” della Mandria di Chivasso fu fatto edificare, nella seconda metà del Settecento, da re Carlo Emanuele III di Savoia al fine di incrementare e razionalizzare l’allevamento dei cavalli destinati all’esercito e alla corte sabauda. Il sovrano decise infatti di costruire una struttura completa – mente nuova, su basi “moderne”, traendo ispirazione dagli Haras francesi e dalle tenute già operative nei più progrediti stati europei. La politica di arricchimento del patrimonio regio fece della Mandria di Chivasso un modello di allevamento, al punto che il conte Birago di Vische scrisse: “non v’ha il secondo in questa parte d’Europa”. La tenuta, a circa 30 chilometri dal centro di Torino, rappresenta un “bene rilevante” del sistema dei beni culturali sul territorio provinciale ed è sottoposta a tutela della Soprintendenza. L’area inoltre costituisce ancora oggi una preziosa testimonianza del territorio agricolo di pregio paesaggistico e ambientale.

L’intero fabbricato originario è realizzato in mattoni a vista, secondo la tradizione rurale, con coperture in coppi e struttura in legno di rovere “alla piemontese”. Gli interni dei piani terreno e primo sono voltati e intonacati a calce, mentre gli ultimi piani presentano solai lignei a cassettoni. Dagli anni Duemila il complesso è stato oggetto di vari interventi di restauro e risanamento che hanno interessato la corte d’onere e diverse porzioni private. Il padiglione di ponente, utilizzato anticamente dai dirigenti sabaudi, è stato riportato all’aspetto originario con la demolizione di molteplici superfetazioni incoerenti con la struttura storica, mantenendone l’uso residenziale. Le antiche scuderie sono invece state trasformate per ospitare eventi nel Salone delle Lunette dotato di strutture di servizio quali bagni per il pubblico e per il personale, spogliatoi e cucina professionale attrezzata. Tale intervento è stato oggetto di un accurato restauro conservativo secondo i criteri approvati dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Torino che ha adeguato la struttura alla nuova funzione secondo standard qualitativi moderni, ma nel rispetto della tradizione. Il Salone è costituito da un unico ambiente con volta a botte lunettata, tipologia ricorrente nelle maggiori architetture settecentesche delle regge e tenute sabaude. Il restauro ha previsto la realizzazione di un vespaio areato al fine di migliorare la salubrità degli ambienti, al di sopra del quale è stato posato un pavimento di lastre in pietra di Luserna, a spacco, con semplice disegno, pensato per ricordare l’uso originario. I serramenti a quattro battenti sono stati realizzati in legno, secondo lo storico disegno a riquadri, con colorazione originaria, desunta dalle prove stratigrafiche autorizzate dalla Soprintendenza.

Tutti gli intonaci interni sono stati rinnovati utilizzando Biocalce idraulica naturale NHL di Kerakoll, con Biocalce Intonachino Naturale Fino, color nocciolino chiaro, lasciato a vista; le sole lunette sono state liberate dall’intonaco per lasciare “a vista” l’apparecchiatura dei mattoni. Per la sistemazione dell’area esterna verso la corte d’onore si è scelta una soluzione razionale e sobria, nel rispetto dei caratteri della struttura. Al centro un’ampia area inghiaiata ospita quattro grandi carpini ed è delimitata da parterres a prato incorniciati da siepi di ortensie, alloro e spiree, mentre i camminamenti e i cordoli sono realizzati in mattoni. I locali pensati un tempo per l’allevamento dei cavalli reali tornano oggi a nuova vita, ospitando in un’atmosfera d’altri tempi eventi indimenticabili in una cornice ricca di storia.

Studio di progettazione: AZA Studio, Chivasso (TO) – arch. Federica Martini e arch. Andrea Zavattaro. Malte, intonaci e decorazione naturale Kerakoll: ciclo deumidificante traspirante da risanamento per la soluzione dei problemi di umidità (Biocalce Tasciugo 1a Mano, Biocalce Tasciugo 2a Mano); ciclo traspirante di intonacatura e finitura (Biocalce Intonachino Fino). Ripristino e rinforzo c.a. e muratura Kerakoll: geomalte naturali per il rinforzo strutturale e antisismico delle murature (GeoCalce Intonaco)

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