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La sfida del ritorno. Ri-Abitare le Alpi


Analizzare le possibili stretegie di azione per il recupero dei borghi alpini. È quanto si cercherà di fare nel corso del convegno che Uncem Piemonte con l’associazione Ri-Abitare le Alpi organizza venerdì 22 novembre a Restructura (sala Le Corbusier, Oval del Lingotto, ore 10-17).

Nei 553 Comuni montani del Piemonte, sono 5.000 gli immobili abbandonati recuperabili, con molteplici finalità, come la realizzazione di “alberghi diffusi”, modello di ospitalità già presente in altre regioni italiane che in Piemonte ha le basi normative in una legge approvata nel 2013 fortemente voluta dall’assessore regionale all’Economia montana Gian Luca Vignale, su spinta di molti sindaci, come quelli di Sordevolo, Alpette, Ostana, Macra. Non solo. Vi sono già importanti esperienze di recupero in fase di pianificazione e anche di cantiere, come Giordana Baite a Paesana, borgata Tisinelle a Traves, Casa Mandria a Caprie, Sellette a Pontechianale. Tutti interventi dove sono i privati a investire, con una scommessa imprenditoriale notevole, senza l’apporto di capitali pubblici. Modelli simili a quelli del Chianti o delle Langhe, dove diversi investitori hanno ridato vita a borghi fino a pochi decenni fa abbandonati. Il recupero sottrae porzioni di territorio alla distruzione, garantisce presidio e vitalità ad aree troppo spesso considerate marginali, permette una sostanziale riduzione del consumo di suolo.

“Quando un anno e mezzo fa abbiamo lanciato il programma di recupero dei borghi alpini – spiega il presidente Uncem Piemonte Lido Riba – abbiamo immaginato un percorso, certamente non veloce e semplice, ma capace di muovere i settori della pianificazione territoriale, dell’edilizia e del mercato immobiliare. Non solo. Questo recupero non è fine a se stesso. Permette di ridare vita ad aree abbandonate, a borghi bellissimi che tornano a riacquisire valore e mercato. La montagna ne ha bisogno per costruire un pezzo del suo futuro.”

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