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L’ecoquartiere della città del futuro è megalitico

Da un’idea dell’architetto Vincent Callebaut, un esempio delle smart city di domani.

Forme primordali, quartieri autosufficienti energeticamente, a zero emissioni, oasi di biodiversità e orti urbani al centro delle megalopoli di domani. È così che immagina le smart city del futuro l’architetto belga Vincent Callebaut. Un’idea che si è concretizzata nel progetto Asian Cairns, un futuribile quartiere nel cuore della città cinese di Shenzhen incentrato sulla costruzione di “megaliti urbani per lo sviluppo rurale”. Sei torri di vetro dalle forme che ricordano pile di pietre, capaci di ospitare intere comunità che vivono e lavorano, riducendo la necessità di spostamenti, di traffico e inquinanti. L’energia verrebbe prodotta grazie a installazioni solari ed eoliche che producono elettricità e acqua calda. Terrazze e giardini pensili, dove verrebbe recuperata l’acqua piovana, consentirebbero di coltivare in loco frutta e verdura grazie a veri e propri orti urbani in grado di integrare o soddisfare le necessità alimentari di molte famiglie. L’impatto sull’ambiente verrrebbe ridotto al minimo, i rifiuti riciclati o recuperati eliminando il problema delle discariche. “La sfida – ha spiegato l’architetto – è quella di creare un’urbanizzazione fertile, a zero emissioni di CO2. Significa produrre più energia di quella che si consuma, conciliando sviluppo economico con la salvaguardia del pianeta.” Una visione olistica in cui natura, città, biodiversità e comunità vivono insieme, in equilibrio.

(Foto: © Vincent Callebaut Architectures – www.vincent.callebaut.org)

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