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L’importanza della certificazione ambientale di prodotto per i materiali da costruzione

Nel settore delle autodichiarazioni esistono marchi “fai da te” che non descrivono le reali prestazioni di un prodotto. Al contrario il GreenBuilding Rating di Kerakoll è il risultato di un approccio sistemico che considera gli aspetti ambientali nelle diverse fasi del ciclo di vita di un materiale in modo accurato e rigoroso.
di Roberto Giordano

Il risparmio delle risorse, la salvaguardia dell’ambiente, così come il comfort indoor, non sono più considerati elementi accessori per garantire una migliore qualità dell’abitare, ma elementi prioritari in grado di influenzare significativamente le scelte progettuali e le modalità con cui si costruisce un edificio. In particolare vi è da evidenziare come la sostenibilità ambientale nel settore delle costruzioni non sia più unicamente un tema al centro di direttive e leggi europee, nazionali o locali. Negli ultimi anni singoli cittadini o cooperative hanno dato avvio a iniziative, in numero via via crescente, il cui obiettivo è la costruzione o ristrutturazione di edifici ecologici; in altre parole, agli europei, italiani compresi, a prescindere dalla crisi economica e dall’imminente rischio di una fuel poverty, piace l’idea di vivere verde.
La crescita esponenziale di portatori di interesse e la loro sensibilizzazione a temi appena richiamati non deve però accompagnarsi, come talvolta accade, alla banalizzazione del concetto di ecocompatibilità del processo edilizio. Spesso si fa l’errore di conferire l’appellativo ecocompatibile a un edificio solo perché si è fatto ricorso a un numero più o meno articolato di “ecogadget”. Qualche pannello fotovoltaico in copertura o un maggiore spessore dello strato di isolamento termico non rendono ambientalmente sostenibile un edificio. Sono numerosi i parametri che concorrono alla definizione di ecocompatibilità di un edificio, che comprendono: i fabbisogni energetici, le emissioni in atmosfera, i rifiuti, l’acqua e ovviamente i materiali. E sono altrettanto numerose e complesse le metodologie attraverso le quali misurare il livello di ecocompatibilità che un edificio è in grado di raggiungere. Metodologie che in alcuni casi sono definite in modo chiaro e univoco, in altri casi si caratterizzano secondo un eccessivo livello di parzialità. Il confronto tra gli indicatori di misura delle prestazioni energetiche dell’edificio e gli indicatori energetico-ambientali dei prodotti da costruzione è, in tal senso, paradigmatico. Nel caso dell’edificio esistono indicatori sintetici in grado di esprimere, in conformità a un corpus di norme complesso e articolato, quale sia il fabbisogno di energia per la climatizzazione ascrivendolo a una classe di efficienza (A, B, C, ecc.) subordinata alla zona climatica di appartenenza.
Quando, invece, l’attenzione è posta ai materiali, la valutazione assume connotati meno chiari e definiti. Sebbene circa 400 regolamenti edilizi comunali in Italia abbiano introdotto criteri per premiare gli edifici realizzati con materiali sostenibili, così come descritto nel rapporto ONRE 2012 (Osservatorio Nazionale Regolamenti Edilizi) curato dal Cresme e da Legambiente, gli indicatori proposti sono eterogenei e la genericità dei sistemi di valutazione proposti li rende difficilmente misurabili. Tali limiti sono da imputare almeno a un paio di fattori.
Innanzitutto non vi sono norme di indirizzo generale e norme attuative che stabiliscano in modo univoco e condiviso che cosa si intende per materiale ecocompatibile e come questo possa essere misurato attraverso metodi quantitativi. In secondo luogo vi è da rilevare come l’ecocompatibilità di un prodotto non può mai essere ascrivibile a una sola fase del suo ciclo di vita, ma a una complessità di fasi.
Raccomandare o prescrivere nei regolamenti edilizi l’utilizzo di prodotti dotati di etichettatura ambientale può contribuire a rendere meno incerta la valutazione, poiché essi si riferiscono, nella maggior parte dei casi, a standard europei (es. la UNI EN ISO 14020) e poiché tendono a considerare un ampio numero di impatti che comprendono la produzione fuori opera, in opera e la dismissione.
L’introduzione di tali sistemi è fondamentale per informare in modo appropriato gli attori del processo edilizio. Costituisce, inoltre, un’importante opportunità di marketing per i fabbricanti. Tuttavia, è bene precisarlo, i marchi non possono essere considerati tutti nello stesso modo.
Nel settore delle autodichiarazioni esistono marchi “fai da te” basati su prefissi eco, bio, ecc., che non descrivono quali siano le reali prestazioni di un prodotto. Si tratta di certificazioni il cui obiettivo è promuovere un prodotto sapendo che una “mano di verde” contribuisce a renderlo più competitivo e appetibile sul mercato.
Un modus operandi che non riguarda il GreenBuilding Rating sviluppato da Kerakoll. Il sistema di ecorating è il risultato di un approccio sistemico che considera gli aspetti ambientali nelle diverse fasi del ciclo di vita di un prodotto in modo accurato e rigoroso. L’accuratezza è garantita dalla presenza di un comitato scientifico nel quale sono confluite esperienze interdisciplinari. Il rigore è confermato dalla metodologia di valutazione adottata e ciascuno dei criteri selezionati, suddivisi in categorie, è correlato a un riferimento normativo cogente o volontario appropriato.
Il Politecnico di Torino da anni, nell’ambito del Corso di Laurea Magistrale di Architettura per il Progetto Sostenibile e dei Master in Edilizia Sostenibile ed Efficienza Energetica, organizza lezioni aventi per oggetto la certificazione ambientale di prodotto, cui bisogna aggiungere le pubblicazioni dedicate. Il particolare interesse di studenti e professionisti nei confronti del GreenBuilding Rating si deve alla facilità di accesso alle schede prodotto e alle modalità di aggregazione dei dati utili alla certificazione che consentono di verificare in modo sintetico e chiaro l’appropriatezza dei materiali di finitura che si intendono utilizzare.
Ne discende un’efficace comunicazione del livello di ecocompatibilità conseguito, che, alla luce del crescente interesse maturato a tutti i livelli, abitanti degli edifici compresi, non costituisce più un argomento di appannaggio esclusivo dei centri di ricerca, degli enti pubblici o di quelli di certificazione. Il sistema GreenBuilding Rating è riuscito a coniugare rigore scientifico e immediatezza nel restituire i risultati delle prestazioni di un prodotto. Un bel modello di valutazione che anche altri settori della produzione edilizia dovrebbero adottare.


Roberto_Giordano_BN_03Roberto Giordano
Laureato in Architettura al Politecnico di Torino, nel 1998 inizia la carriera accademica partecipando a un progetto di ricerca europeo sull’efficienza energetica e ambientale a scala urbana che gli consente di lavorare con ricercatori dell’Università di Cambridge. Tra il 2000 e il 2003 vive e lavora tra Torino e Milano e consegue il dottorato di ricerca al Politecnico di Milano. Gli argomenti affrontati nel dottorato gli danno la possibilità di iniziare una collaborazione, che dura quattro anni, con la Direzione Ambiente del Comitato Organizzatore dei XX Giochi Olimpici di Torino 2006. Dal 2006 è in forza presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. Dal 2011 è Professore aggregato in Tecnologia dell’Architettura. Ha coordinato e collaborato a ricerche di sviluppo industriale finalizzate alla realizzazione di prodotti edilizi a basso impatto ambientale. È tra gli sviluppatori della Dichiarazione Ambientale di Prodotto “Dichiar_A” del Politecnico di Torino e ha all’attivo oltre 70 studi sull’ecocompatibilità dei materiali da costruzione. Come docente incaricato ha insegnato alla Facoltà di Architettura al Politecnico di Milano e al Master of Architecture alla Saint John University (Usa). Dal 2012 è docente di Innovazione Tecnologica al Corso di Laurea Magistrale in Architettura per il Progetto Sostenibile del Politecnico di Torino.

Libro-I-prodotti-per-l'edilizia-sostenibile“I Prodotti per l’edilizia sostenibile”
Un modello di edilizia che possa considerarsi sostenibile deve passare inevitabilmente attraverso la necessità di considerare l’edificio come un organismo dotato di un suo ciclo di vita che, presto o tardi, esaurirà le sue funzioni e per il quale è necessario, già in fase di progettazione, valutarne, in un’ottica di eco compatibilità ambientale, gli scenari in termini di manutenzione, di sostituzione degli elementi tecnici e di demolizione appropriati. Fondamentale risulta, in tal senso, la scelta dei materiali e la valutazione prestazionale del “prodotto da costruzione”. Il volume descrive in modo approfondito quali sono gli aspetti, i metodi, nonché gli strumenti che concorrono a valutare l’ecocompatibilità dei prodotti da costruzione nell’ottica del loro ciclo di vita. Le schede prodotto costituiscono una parte fondamentale del testo e riportano informazioni energetico-ambientali utili per selezionare, in fase di progettazione, i materiali da costruzione a minor impatto ambientale. (I prodotti per l’edilizia sostenibile. La compatibilità ambientale dei materiali nel processo edilizio, Roberto Giordano, SistemiEditoriali, Gruppo Editoriale Esselibri, Napoli, 2010)

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