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L’inno ecologista di Mengoni

Il cantante Marco Mengoni è l’ambasciatore per l’Italia della campagna internazionale Planet or Plastic? promossa da National Geographic per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’emergenza ambientale causata dal crescente impiego delle plastiche monouso.

La scelta l’ha fatta senza esitazioni, e con grande coerenza. Marco Mengoni, uno dei cantanti più amati dal pubblico italiano, un tour concluso e uno appena partito (200mila biglietti già venduti e tappe anche in Europa), ha messo la sua faccia e la sua musica al servizio dell’ambiente. Accettando di essere l’ambasciatore in Italia della campagna Planet or Plastic? che il National Geographic ha ideato per sensibilizzare sull’emergenza ambientale causata dalla plastica monouso. Cinque miliardi di pezzi di plastica che galleggiano sugli Oceani, oltre 6,9 miliardi di tonnellate di rifiuti accumulati soltanto dal 2015 ad oggi e destinati a ricoprire il pianeta, se si considera che ci vogliono anche 450 anni perché una bottiglia di plastica inizi a decomporsi.

Numeri da paura, davanti ai quali il vincitore dell’edizione 2009 di X-Factor ha deciso di scendere in campo. “Facciamo la scelta giusta, scegliamo il Pianeta”, ci esorta dai sei video girati sulle rive del Mediterraneo, andati in onda in tv e trasmessi prima di ogni concerto. D’altra parte l’impegno ecologista di Marco non è una novità e non si limita all’attività con il National Geographic. Mengoni è uno degli artisti da sempre impegnati per ridurre l’impatto ambientale dei suoi eventi e anche per proporre nuove modalità di fruizione della sua musica, fuori da circuiti tradizionali. In contesti dove la natura o l’arte esprimono al massimo la loro potenza e la musica in qualche modo diventa sottofondo, veicolo per esaltare la bellezza. Va in questo senso il suo “Fuori Atlantico Tour-Attraversa la bellezza”, progetto che l’ha impegnato per l’estate 2019 con cinque appuntamenti ambientati in location molto particolari. Si parte dal labirinto della Masone a Fontanellato (Parma), dove le 200mila piante di bamboo, di 20 specie diverse, contribuiscono con la fotosintesi a ridurre l’inquinamento ambientale. Per passare all’incredibile teatro di Andromeda, in provincia di Agrigento, dove il tramonto e la luce naturale faranno da inusuale scenografia al concerto. E alle cave di Monte a Montecrestese (Verbania), trasformate in un palcoscenico naturale fra le rocce, per finire con la stupefacente bellezza alpina dei Laghi di Fusine, a Tarvisio.

Greenbuilding magazine_inno ecologista Marco Mengoni

Ma è nell’appuntamento a Monte Cucco, in Umbria, che Marco Mengoni ha chiesto ai suoi fan una concreta presa di posizione a favore dell’ambiente: si poteva partecipare al concerto solo accettando una camminata di circa due ore – la location non è raggiungibile con l’auto – munendosi di borraccia e rinunciando a qualsiasi forma di plastica monouso. Ovviamente bisognava anche impegnarsi a riportare a valle i propri rifiuti, per dimostrare che è possibile vivere la straordinaria bellezza del nostro paese con rispetto, senza invaderla e snaturarla irrimediabilmente.

Una scelta coraggiosa, quella di Mengoni, che ha sempre creduto nel potere dei messaggi che la musica, e la parola, possono veicolare. “Ho capito l’importanza della parola già nel precedente tour”, racconta. “I monologhi che inserisco nei concerti vogliono essere uno spunto di riflessione per tutte le persone che mi seguono, ma anche e soprattutto per me stesso. Corriamo sempre, e credo sia importante di tanto in tanto fermarsi e guardare il mondo che ci circonda.” Per trovare il modo migliore per proteggerlo. Anche contribuendo con piccoli gesti a liberarlo dalla plastica.

Greenbuilding magazine_inno ecologista Marco Mengoni

Ph. courtesy GOIGEST
Ph. © Shawn Miller – Ph. © John Stanmeyer/National Geographic

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