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Senza casa non c’è architettura. Il nuovo libro di Luca Molinari


Luca Molinari. “Quando pensiamo alla parola ‘casa’, si materializzano sorrisi, rimpianti, dolori, odori, gesti elementari e segreti depositati nella nostra mente grazie alla consuetudine che solo la quotidianità può generare. La casa non è piú solo un luogo definito ma è diventata un nuovo paesaggio, uno spazio pubblico in cui si realizzano le nevrosi e le idiosincrasie contemporanee e attraverso cui cercare di leggere frammenti possibili della nostra vita futura” sostiene Luca Molinari nel suo volume Le case che siamo, edito da nottetempo.

Che cosa hanno in comune le casette dei Tre Porcellini e il Cabanon di Le Corbusier? E Casa Farnsworth – la casa trasparente – costruita da Mies van der Rohe per una donna molto amata e gli studi del Grande Fratello? La casa è ancora il primo bene che ci fa proprietari o il giovane sogno borghese è finito insieme al boom? Qual è la forma delle case nell’epoca della sharing economy e della riproducibilità architettonica imposta dalle emergenze di guerra e dalle migrazioni? Che cosa ha cambiato l’Ikea nel nostro modo di immaginare non solo lo spazio, ma la vita?

Partendo da una casa vera, nella quale si può entrare e tornando allo spazio da abitare, Luca Molinari in Le case che siamo ci racconta che casa siamo e siamo stati, che casa dovremmo o potremmo essere in questo tempo in cui gli spazi comuni sono continuamente ridiscussi e perché senza casa non c’è architettura.

Luca Molinari, critico, curatore e professore associato di Storia dell’Architettura Contemporanea presso SUN, Seconda Università degli Studi di Napoli. Scrive come autore indipendente per numerose riviste e quotidiani. È membro del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici. Ha curato il Padiglione Italiano alla XII Mostra Internazionale di Architettura e le sezioni architettura e urbanistica della Triennale di Milano (2001-2004), oltre a una serie di mostre ed eventi dedicati alle mutevoli forme dell’abitare contemporaneo.

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