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Maturità 2014. Renzo Piano tra i banchi di scuola per far riflettere sul futuro delle periferie


“Finalmente il tema dell’architettura e il suo essere al servizio della società civile per rispondere ai bisogni dei cittadini entra nelle scuole e viene proposto agli  studenti italiani come tema di riflessione nella loro prima prova d’esame”. Commenta così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori la scelta di proporre tra le tracce della prova di italiano il commento di una frase dell’architetto e senatore a vita Renzo Piano sul recupero delle periferie.

“Quello proposto è un argomento di grandissima attualità perché promuovere la rigenerazione delle città ridisegnando le periferie urbane deve diventare un cardine della strategia economica nazionale, per garantire la sicurezza e la salute degli italiani, creando condizioni indispensabili di inclusione sociale, intervenendo sugli spazi pubblici per ridarli ai cittadini, per lasciare proprio ai giovani habitat e condizioni di vita migliori”.

“Significativo poi – sottolinea – aver acceso l’attenzione sulle riflessioni di un architetto di fama internazionale che, con la sua opera, si è sempre distinto per l’attenzione ai temi etici e sociali, al dialogo col contesto e alla corretta gestione delle risorse energetiche e ambientali, per la qualità progettuale e costruttiva e per il suo impegno in progetti di tipo culturale e sociale che rappresentano una dimensione di impegno civile che va ben oltre la semplice costruzione di splendidi edifici”.

E proprio sull’importante e strategica scelta del Governo volta a mettere in sicurezza e a rigenerare le scuole italiane il Consiglio Nazionale degli Architetti sottolinea che “essa deve rappresentare l’opportunità per sperimentare un modo diverso di affrontare la riqualificazione e la costruzione di edifici pubblici, facendoli diventare, avendo come obiettivo la sicurezza e la bellezza dell’habitat, l’esempio di come si possa intervenire nelle nostre città, migliorandole. Per realizzarla senza ripetere l’esperienza negativa di Expo o del Mose, serve che il concorso d’architettura diventi tout court lo strumento per scegliere i progetti, una parte dei quali deve essere riservata  ai giovani”.

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