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Mestre rinasce con il museo sostenibile

Da un progetto di rigenerazione urbana, pensato per rilanciare la terraferma veneziana, nasce M9, il Museo multimediale del Novecento.

Ha inaugurato a Venezia Mestre lo scorso dicembre M9, il grande Museo multimediale del Novecento, al centro del nuovo distretto di rigenerazione urbana che affianca l’innovazione culturale e tecnologica al retail, all’intrattenimento e ai servizi. È il progetto più importante della Fondazione di Venezia, che ha investito 110 milioni di euro per contribuire al rilancio e allo sviluppo della terraferma veneziana. Ispirato a esperienze internazionali di rigenerazione urbana, M9 propone un format innovativo nel quale cultura multimediale, architettura sostenibile, tecnologia, servizi per i cittadini e forme innovative di commercio viaggiano sullo stesso binario per generare occupazione, crescita e benessere per la collettività.

Greenbuilding magazine, M9. Ph. Alessandra Chemollo

L’architettura di M9 è stata progettata dallo studio berlinese Sauerbruch Hutton. Tra le caratteristiche strutturali di questo grande progetto: 7 corpi di fabbrica di cui 3 nuove edificazioni, 280 metri quadrati di auditorium/cinema, 2.610 metri quadrati di esposizione permanente al primo e secondo piano e 1.400 metri quadrati di esposizioni temporanee ed eventi al terzo piano, oltre a 2.485 metri quadrati di superficie interrata per vani tecnici, depositi, parcheggi. 276 pannelli fotovoltaici che producono 86mila kWh di energia solare annua media e 63 sonde del campo geotermico a 110 metri di profondità che coprono il fabbisogno del 100% del riscaldamento e il 40% del rinfrescamento. Oltre 20mila elementi di ceramica in 13 colori diversi rivestono le facciate in accordo cromatico con il contesto urbano.

La narrazione Museo multimediale del Novecento è interamente multimediale e racconta il Novecento, un secolo di enormi contraddizioni: miglioramenti rapidissimi nella qualità della vita di milioni di persone vanno di pari passo con immani tragedie. In poco più di cento anni – un periodo brevissimo nella storia dell’umanità – le campagne si spopolano, le città crescono, molte malattie trovano una cura, la vita si allunga, l’istruzione si diffonde, il lavoro si alleggerisce e le risorse a disposizione aumentano, si afferma la democrazia e vengono difesi i diritti umani e sociali. È anche il secolo di barbarie incomparabili: due guerre mondiali con milioni di morti, la distruzione di interi Paesi, l’Olocausto, numerosi genocidi, le armi nucleari, l’inquinamento diffuso e le catastrofi ambientali. L’Italia non fa eccezione.

Greenbuilding magazine, M9. Ph. Alessandra Chemollo

M9 è l’unico posto dove puoi fare questa esperienza: vivere la vita dei nostri nonni, delle nostre madri. Non un classico museo. Un’esperienza di partecipazione, non solo di fruizione, resa possibile da una tecnologia avanzata. Una casa degli italiani da cui si esce più colti, più curiosi, forse anche di umore migliore. Perché capire le difficoltà che hanno superato i padri può servirci ad affrontare meglio le nostre.

Ph. © Alessandra Chemollo

Museo M9, Mestre (VE)

Studio di progettazione: Sauerbruch Hutton, Berlino, Germania. Rinforzo strutturale traspirante Kerakoll: sistema traspirante di ripristino e rinforzo muratura (GeoSteel Grid 200, GeoSteel Grid 400, GeoSteel G600, GeoCalce F Antisismico, GeoCalce FL Antisismico).

Greenbuilding magazine, M9. Ph. Alessandra Chemollo

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