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I mondiali del futuro si giocano al verde

I Mondiali di calcio del Qatar previsti nel 2022 saranno i primi “carbon free”: si terranno in luoghi costruiti con tecnologie e strategie che permetteranno di ridurre le emissioni di CO2 e rispettare l’ambiente. Lo stadio di Al-Wakrah è il primo dei dodici che l’emirato arabo dovrà costruire per l’evento: si troverà all’interno di un centro acquatico, avrà un centro commerciale, un media center, una spa e sarà climatizzato attraverso una copertura di pannelli solari.
Lo scorso ottobre la Qatar 2022 Supreme Committee ha autorizzato il lancio del bando di gara per la sua realizzazione e i vincitori verranno indicati nei primi mesi dell’anno. Alla fine della manifestazione, gli stadi climatizzati da tre miliardi di dollari verranno smantellati e usati per costruirne altri 22 in altrettanti paesi poveri. Tra essi c’è anche la Striscia di Gaza. Si stima che per la realizzazione di tutti i progetti previsti per la capitale Doha si spenderanno ben 250 miliardi di dollari, una cifra astronomica in cui anche le imprese italiane potranno trovare la loro parte, soprattutto per veicolare l’idea di una nazione prima non solo per lusso – che dall’Italia viene già esportato in Qatar con successo – ma anche per ideazione e tecnologia. Tra le opere da costruire: la metropolitana di Doha con quattro nuovi percorsi, la modernizzazione del porto, la realizzazione ex novo di un aeroporto, il maxi hub ferroviario che collegherà Doha al Bahrein e all’Arabia Saudita, 54 nuovi hotel per atleti e turisti, strutture ospedaliere.

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