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Progettare viaggiando nel tempo siciliano con Stardust*

Carla Athayde e Francesco Ducato sono i soci fondatori di Stardust*, uno studio creativo internazionale e interdisciplinare con focus sull’innovazione empatica.

Carla e Francesco: presentatevi… Cominciamo da Carla…
Sono brasiliana e spagnola. Faccio la manager, la fotografa e sono esperta in turismo. Ho coordinato il Master Intelligent Coast (UPC, Barcellona) e ho collaborato con istituzioni culturali internazionali.

E Francesco?
Sono un siciliano nato in Emilia. Sono architetto, artista e docente in università internazionali. Abbiamo vinto il premio miglior edificio del mondo del World Architectural Festival per l’edificio Meda-TIC con Cloud 9 (Barcellona 2011).

Stardust* è nato in Spagna, a Barcellona nel 2008. Carla ci racconti come vi siete conosciuti e perché avete aperto lo studio?
Nel 2002, dopo la laurea in turismo ottenuta in Brasile, sono andata a Barcellona per fare il dottorato in Pianificazione territoriale e sviluppo regionale all’Università di Barcellona. Gestivo artisti di diverse nazionalità per i festival di musica in diversi paesi, curavo mostre ed eventi culturali. In questo periodo, Francesco si trovava già a Barcellona perché aveva vinto la borsa di studio Erasmus e collaborava con RGA Architetti.

E poi?
Mi sono avvicinata al mondo dell’architettura e ho iniziato anche a fotografarla.
Abbiamo capito che eravamo pronti per aprire il nostro studio interdisciplinare. Alla fine del 2007 Francesco è stato tra gli artisti internazionali selezionati da Robert Wilson per lavorare nel suo Watermill Center a New York. Abbiamo aperto Stardust* al rientro a Barcellona a novembre dell’anno 2008.

Quali sono stati i vostri primi lavori?
I nostri primi lavori come Stardust* sono state installazioni effimere e mostre tra le quali Cloud 9, A Green New Deal. In questi oltre dieci anni di Stardust* i nostri progetti sono cresciuti di scala e si sono molto differenziati per ambiti artistici e collocazione geografica. In studio io dirigo la parte della gestione contratti, comunicazione, graphic design e fotografia. Francesco si occupa della direzione artistica e tecnica dei progetti.

Stardust* vuol dire polvere di stelle. È un nome molto evocativo. Perché lo avete scelto?
Siamo arrivati al nome Stardust* dopo una lunga ricerca. Per noi era molto importante trovare un’idea che ci rappresentasse entrambi pienamente, nonostante le nostre origini e percorsi fortemente diversi. Trasmette chi siamo e non ci fa dimenticare tante cose, soprattutto che non dobbiamo perdere mai di vista l’empatia, la semplicità, la creatività e l’innovazione.

Nel vostro profilo dichiarate che non siete interessati alla specializzazione. Qual è la vostra filosofia?
Da Robert Wilson abbiamo imparato che l’artista non deve preoccuparsi della definizione del proprio lavoro, ma deve essere concentrato sulla sua qualità. Deve portare a compimento la sua visione nel modo migliore possibile. Saranno i critici e gli osservatori a cercare definizioni, a interpretare. Inoltre i nostri percorsi iniziali e la nostra formazione sono profondamente diversi.

Cosa è l’Ephemeral Arts Connection?
Nel 2009 Ignasi Perez Arnal, allora Direttore di Formazione Continua di Elisava, prestigiosa Scuola di Design e Ingegneria di Barcellona con cui avevamo collaborato, ci ha proposto di fare qualcosa in partnership. Da quella proposta iniziale è nato l’Ephemeral Arts Connection (EAC).

Perché “ephemeral”?
L’effimero è considerato il paradigma concettuale che connette le arti, compresa l’architettura. Il format base dell’EAC è stato finora un workshop di dieci giorni in cui artisti di varie discipline e nazionalità collaborano per studiare un tema legato a un luogo specifico per poi fare, al termine dei dieci giorni, un’installazione artistica e una performance site-specific. I luoghi scelti sono posti abbandonati o che hanno bisogno di attenzione o valorizzazione.

Quali sono i vostri ultimi progetti?
Negli ultimi anni siamo stati impegnati in Spagna, Brasile, Italia e dalla fine del 2017 anche a Dubai. In Sicilia lavoriamo con progetti di interni, design, ristrutturazioni di edifici storici come le Cantine Rallo a Marsala o l’Addauro Resort a Siracusa. Sono entrambi edifici di inizio Ottocento. Ma anche sul nuovo, come la Casa SS, una villa sperimentale con struttura in legno prefabbricata con processi digitali e macchine a controllo numerico, fondazioni a vite in acciaio inox e tamponamento in balle di paglia. Presto inizieranno i lavori per un asilo nido e a Marsala realizzeremo un progetto di rigenerazione urbana di una via del centro storico.

Greenbuilding magazine, Stardust*

Che approccio avete scelto per le Cantine Rallo?
L’edificio su cui siamo intervenuti è parte dell’originaria grande proprietà Florio a Marsala, il cui masterplan e le volumetrie sono stati progettati dal maestro Ernesto Basile su incarico di Vincenzo Florio in un’epoca in cui il PIL del Regno delle Due Sicilie era inferiore solo a quello di Inghilterra e Francia.

Una bella occasione…
Sì, è stata per noi l’occasione di scoprire con grande emozione come quelle idee e quella visione di futuro venivano tradotte nell’estrema sensibilità e attenzione nel rapportarsi al paesaggio circostante, con i suoi splendidi tramonti sul mare e i suoi cieli notturni, nella scelta dei materiali della migliore qualità, nella loro trasformazione e posa in opera a perfetta regola d’arte. Pura poesia tutta siciliana. Con la consapevolezza della responsabilità che avevamo nel portare avanti questo progetto abbiamo condiviso con la nostra committenza illuminata scelte radicali per raggiungere quattro fondamentali obiettivi.

Leggi tutta l’intervista sulla rivista cartacea 2-2019…

Rallo Azienda Agricola Spa, Marsala (TP)
Studio di progettazione: Stardust*, Marsala (TP) – arch. Francesco Ducato e dott.ssa Carla Athayde. Sistema Kerakoll di ripristino della muratura: geomalta naturale (GeoCalce G Antisismico). Malte e finiture naturali traspiranti Kerakoll: ciclo deumidificante traspirante da risanamento per la soluzione dei problemi di umidità (Biocalce Tasciugo 1a Mano, Biocalce Tasciugo 2a Mano); ristilatura muratura faccia vista (Biocalce Pietra). Sistemi isolanti ecocompatibili per il risparmio energetico Kerakoll: sistema composito termoisolante a cappotto KlimaExpert (Biocalce Cappotto, Rinforzo V 50, Kerakover Eco Silox Fondo, Kerakover Eco Silox 1,5, Kerakover Eco Silox 0,7).

Ph. courtesy Carla Athayde/ Stardust*

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