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REPORTING FROM THE FRONT. Al via la 15. Mostra Internazionale di Architettura


Sarà aperta al pubblico da sabato 28 maggio a domenica 27 novembre 2016, ai Giardini e all’Arsenale, la 15. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia dal titolo REPORTING FROM THE FRONT, diretta da Alejandro Aravena e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.

La Mostra REPORTING FROM THE FRONT, annunciata dall’immagine evocativa di una signora su una scala, vedrà un unico percorso espositivo dal Padiglione Centrale (Giardini) all’Arsenale, includendo 88 partecipanti provenienti da 37 paesi. Di questi 50 sono presenti per la prima volta, e 33 sono gli architetti under 40.

Spiega il Presidente Paolo Baratta: “La signora sulla scala che, salendo sui gradini più alti può scrutare un più vasto orizzonte e, così facendo, conquista un suo expanded eye, annuncia la Biennale Architettura 2016 curata da Alejandro Aravena. È un’immagine che ci è subito piaciuta anche perché un po’ rappresenta la Biennale tutta, le nostre attitudini, le nostre finalità. Questa immagine in parte si contrappone a quella che fu adottata nell’ultima Biennale Arte. Okwui Enwezor l’anno scorso scelse come simbolo di riferimento il molto famoso Angelus Novus di Paul Klee, come interpretato da Walter Benjamin; l’angelo alato che guarda indietro, spaventato, e vede solo il passato e nel passato, rovine e tragedie ma anche illuminazioni che potranno essergli utili domani, nel futuro verso il quale lo spingono occulte forze provvidenziali, come un vento che soffia sulle sue ali.

“Cosa vede la signora? Credo soprattutto” riflette Baratta “un suolo desolato fatto di immense zone abitate dall’uomo delle quali l’uomo non può certo andare orgoglioso, realizzazioni molto deludenti che rappresentano un triste infinito numero di occasioni mancate per l’intelligenza e l’azione della civiltà umana. Molte realtà tragiche, altre banali che sembrano segnare la scomparsa dell’architettura. Ma vede anche segni di capacità creativa e risultati che inducono a speranza, e li vede nel presente, non nell’incerto futuro delle speranze e dell’ideologia.”

“Abbiamo lamentato più volte, aprendo le scorse Biennali” rammenta il Presidente “che il tempo presente sembrava caratterizzarsi per un crescente scollamento tra architettura e società civile. In diverso modo le passate Biennali se ne sono occupate. Con questa Biennale vogliamo indagare in modo più esplicito se e dove vi sono fenomeni che mostrino una tendenza contraria di rinnovamento; si va alla ricerca di messaggi incoraggianti.”

“Ci interessa l’architettura come strumento di self-government, come strumento di una civiltà umanistica, non in grazia di uno stile formale, ma come evidenza della capacità dell’uomo di essere padrone dei propri destini. E ci interessa non solo che siano mostrati i risultati ottenuti, da sottoporre a giudizio critico. Ci interessa anche la fenomenologia di quanto accaduto in questi esempi positivi. E cioè come è nata la domanda di architettura, come si sono evidenziati ed espressi le necessità e i desideri, quali procedimenti logici, istituzionali, giuridici, politici e amministrativi hanno indotto una domanda per l’architettura, e quindi consentito all’architettura di trovare soluzioni oltre quelle banali o autolesioniste.”

“Presentare l’architettura in azione è anche una risposta alla permanente domanda che la Biennale si pone. Cos’è una mostra di architettura?” si chiede Baratta. “E cosa deve essere una Biennale di Architettura? Nella Biennale Arte, di cui quella di Architettura è figlia, le opere sono qui di fronte al visitatore; per la mostra di architettura le opere sono altrove. Che cosa deve rappresentarsi qui? È di fatto una ricerca continua. Dobbiamo evitare di fare un doppione di una rivista, di imitare un congresso o un saggio critico, di creare un luogo solo per addetti, e quindi una mostra per soli architetti, dobbiamo evitare di essere condiscendenti con la possibile tentazione degli architetti di presentarsi come artisti.”

E l’immagine della signora sulla scala, rappresentativa della 15. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, viene spiegata anche da Alejandro Aravena, curatore della mostra REPORTING FROM THE FRONT. Racconta infatti che “In un viaggio attraverso l’America del Sud, Bruce Chatwin incontrò una signora anziana che attraversava il deserto portando una scala di alluminio in spalla. Era l’archeologa tedesca Maria Reiche che studiava le linee Nazca. Viste in piedi sul terreno, le pietre non avevano alcun senso; sembravano nient’altro che pietrisco. Ma dall’alto della scala, le stesse pietre formavano un uccello, un giaguaro, un albero o un fiore.”

Aravena auspica così che la Biennale Architettura 2016 offra “un nuovo punto di vista come quello di Maria Reiche dalla scala. Di fronte alla complessità e alla varietà delle sfide alle quali l’architettura deve dare risposta, REPORTING FROM THE FRONT si propone di dare ascolto a quelli che hanno potuto acquisire una prospettiva e che sono quindi in grado di condividere sapere ed esperienze con noi che stiamo in piedi sul terreno.”

Presentazione mostra

Gaggiandre, Arsenale, 2010. Photo: Giulio Squillacciotti. Courtesy: la Biennale di Venezia Mostra Internazionale di Architettura
Gaggiandre, Arsenale, 2010. Photo: Giulio Squillacciotti. Courtesy: la Biennale di Venezia
Mostra Internazionale di Architettura
Padiglione Italia, Arsenale, 2010. Photo: Andrea Avezzù. Courtesy: la Biennale di Venezia Mostra Internazionale di Architettura
Padiglione Italia, Arsenale, 2010. Photo: Andrea Avezzù. Courtesy: la Biennale di Venezia
Mostra Internazionale di Architettura

 

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