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La casa sana respira


Nella corretta progettazione di un edificio, per agire in modo benefico sul microclima interno, si deve considerare anche la “ventilazione” naturale attraverso l’utilizzo di materiali da costruzione con caratteristiche di altissima porosità, igroscopicità e traspirabilità.
di Stefania Piccioni

Se gli effetti dell’inquinamento industriale sull’ambiente esterno sono stati oggetto di studi e ricerche fin dagli anni Cinquanta e numerosi sono stati gli interventi legislativi posti in essere da parte dei vari Stati per proteggere la popolazione, la normativa riguardante la qualità dell’aria degli ambienti interni è invece più tardiva. I primi studi infatti risalgono agli anni Settanta con il verificarsi di alcuni casi di malattie polmonari, anche letali, in edifici con impianti di condizionamento. Oggi l’inquinamento indoor, che il Ministero dell’Ambiente definisce come “la presenza nell’aria di ambienti confinati di contaminanti fisici, chimici e biologici, non presenti naturalmente nell’aria esterna…” è diventato un problema sempre più sentito.
L’aria di ambienti confinati è condizionata dalla qualità dell’aria esterna a cui vanno sommati gli ulteriori agenti inquinanti presenti solo all’interno degli edifici: contrariamente a quanto si pensa infatti i dati più aggiornati sull’indoor pollution, cioè l’inquinamento in interni, confermano che la qualità dell’aria negli ambienti confinati è dalle 2 alle 3 volte peggiore di quella esterna.
Ecco perché risulta di notevole importanza migliorare la qualità dell’aria interna, soprattutto considerando che nei Paesi economicamente sviluppati si passa gran parte della giornata in ambienti confinati quali uffici, abitazioni o mezzi di trasporto. Nella nostra società infatti si trascorre fino al 90% del proprio tempo in luoghi chiusi, di cui il 30-40% in ambienti di lavoro.
I possibili inquinanti interni delle abitazioni, dei locali ricreativi, degli edifici industriali, sono molti, sia biologici che chimici, e dipendono dall’ubicazione degli edifici, dai materiali usati per la costruzione, dall’attività svolta e dalla presenza di impianti di condizionamento. In ottica di risparmio energetico, si sono introdotti sistemi di riscaldamento e di condizionamento che riciclano l’aria e che, se non adeguatamente progettati, installati e periodicamente revisionati, possono rappresentare una fonte d’inquinamento sia biologico che chimico. Inoltre, la presenza e l’uso sempre maggiore di prodotti chimici e sintetici (materiali plastici, fibre sintetiche, detersivi, vernici, solventi, isolanti artificiali, ecc.) ha fatto sì che negli ambienti interni vi siano continue emissioni da parte di questi materiali di sostanze da deperimento (VOC), con un conseguente deterioramento della qualità dell’aria.

SICK BUILDING SYNDROME
I dati ufficiali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ci informano che circa il 20% della popolazione occidentale è colpita dalla cosiddetta Sick Building Syndrome (Sindrome da Edificio Malato): un insieme di disturbi molto fastidiosi causati dai fattori inquinanti presenti all’interno delle abitazioni moderne. Gli occupanti lamentano sintomi riconducibili a sensazioni di disagio acuto, come ad esempio cefalee, irritazione di occhi, naso, gola, tosse secca, pelle disidratata, vertigini o nausea, difficoltà di concentrazione, affaticamento, particolare sensibilità agli odori. La maggior parte dei sintomi svanisce o si attenua fortemente allontanandosi dall’edificio. La Sindrome da Edificio Malato, come è stata riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è una caratteristica di molte nuove costruzioni o di immobili di recente ristrutturazione, in cui l’uso inconsapevole di numerose sostanze di sintesi immesse sul mercato edilizio (vernici, lacche, truciolare, alcuni tipi di intonaci, ecc.), la sigillatura in nome di un contenimento dei consumi energetici, la scarsa ventilazione e la scarsa traspirabilità degli stessi materiali messi in opera, hanno trasformato la casa in una “camera stagna”, con elevati tassi di inquinamento nell’aria.
Non vi è dubbio che la qualità dell’aria confinata deve essere considerata un vero problema di sanità pubblica, in quanto determina un impatto sulla popolazione in termini non solo di effetti sanitari e costi diretti per l’assistenza medica, ma anche di ordine economico generale.
Studi effettuati negli Stati Uniti dal National Institute of Occupational Safety and Health (NIOSH) tra gli anni Ottanta e Novanta, hanno rilevato che il 50% dei problemi di salute degli impiegati americani è dovuto proprio alla Sindrome da Edificio Malato. Tale problema è all’origine del 50% delle assenze di lavoro, con conseguenze facilmente intuibili anche sul piano dei costi sociali. È dunque importante provare a migliorare la qualità dell’aria all’interno degli edifici.

LE CAUSE DELL’EDIFICIO MALATO
L’uomo, per vivere sano, ha bisogno di aria pulita attraverso un costante ricambio d’aria quantificato in circa 15 m3/h per gli ambienti chiusi. Questo dato è stato raccomandato negli anni Cinquanta, principalmente al fine di diluire gli odori corporali al di sotto della soglia di sensibilità. Il boom edilizio degli anni Sessanta-Settanta ha portato a un utilizzo sempre maggiore di cemento e calcestruzzo nelle costruzioni e la concomitante crisi energetica di quegli anni ha imposto l’isolamento e la sigillatura massima degli edifici per migliorare il risparmio energetico e l’abbattimento dei consumi per il riscaldamento (infissi sigillati con bande di spugnetta adesive, incentivi per l’installazione delle doppie finestre o doppi vetri).
Tutto ciò ha fortemente limitato il naturale scambio d’aria tra interno ed esterno, riducendo drasticamente il volume d’aria pro capite, in ambienti chiusi, a soli 5 m3/h (anni Settanta) e aumentando smisuratamente il tasso di umidità e la concentrazione delle sostanze tossiche dannose negli ambienti (fumo, VOC, ecc.). Secondo l’EPA, l’Agenzia americana di Protezione Ambientale, l’utilizzo di una “ventilazione” naturale e/o forzata per ridurre, diluendole, le concentrazioni di inquinanti presenti nell’aria indoor, sembra attualmente la strada più percorribile.
Nella corretta progettazione di un edificio, per agire in modo benefico sul microclima interno, si deve perciò considerare anche una “ventilazione” naturale attraverso una corretta scelta dei materiali da costruzione che devono avere caratteristiche di altissima porosità, igroscopicità e traspirabilità, anche perché i danni più gravi alle murature derivano spesso dall’impiego di malte e intonaci non in grado di smaltire i circa 80mila litri d’acqua necessari per edificare un’abitazione unifamiliare. Appena eseguita, infatti, la muratura contiene una quantità d’acqua pari a circa il 15% del proprio peso. Inoltre va considerata l’acqua portata dall’intonaco, l’acqua meteorica durante la realizzazione dell’opera, l’acqua delle tinteggiature, ecc. Quindi anche molte nuove abitazioni nascono già “ammalate” se non si presta la giusta attenzione nella scelta dei materiali che assicurino la naturale traspirazione dell’edificio.
La corretta traspirabilità delle murature attraverso un continuo scambio d’aria e vapore che mantiene in equilibrio perfetto l’edificio (Casa che respira) è anche indispensabile per evitare contaminanti biologici riconducibili a una cattiva costruzione dell’edificio, come batteri, funghi, muffe e alghe, che proliferano in ambienti umidi.
L’aumento dei casi di asma registrati negli ultimi anni tra i bambini e gli adolescenti, soprattutto asma di tipo perenne e non legata alla stagione, hanno portato a considerare la sensibilizzazione agli allergeni (biologici e chimici) presenti negli ambienti interni una delle cause principali dei fenomeni asmatici.

RISCOPRIRE LA TRADIZIONE COSTRUTTIVA
Fino alla fine del XIX secolo i materiali da costruzione erano tutti naturali: pietra, laterizio, legno, argille cotte, calce naturale. Architetture e abitazioni erano costruite con materiali reperiti prevalentemente in loco, con caratteristiche e tecniche applicative note perché tramandate nel tempo.
Con la rivoluzione industriale e, soprattutto, con l’avvento dell’industria petrolchimica, nelle abitazioni sono entrati materiali totalmente nuovi e spesso estranei alle abitudini e consuetudini abitative dell’uomo, trasformando la casa da “ambiente vivo e salutare” in “ambiente completamente artificiale” e potenzialmente “aggressivo”.
Kerakoll promuove un nuovo modo di costruire orientato al miglioramento della salute e della qualità della vita attraverso l’educazione a una corretta e consapevole scelta dei materiali da costruzione che devono essere naturali, traspiranti ed ecologici. L’equilibrio costruttivo che ne deriva garantisce un’elevata qualità igienico-sanitaria degli edifici che permette di raggiungere un benessere psico-fisico ottimale. Nella progettazione di un edificio GreenBuilding, tutti gli elementi di confine, mura, pareti, solai, tetti, devono essere costruiti con materiali naturali, traspiranti ed ecologici. Allora la casa respira e l’umidità interna dell’aria viene “catturata” dall’alta porosità della “pelle” (intonaco+pittura) che riveste l’edificio e, per capillarità, ridistribuita alle murature e all’intera struttura, così da permettere un interscambio rapido e continuo per evaporazione verso l’esterno. La “pelle” realizzata con malte e intonaci di pura calce naturale NHL possiede una naturale e maggiore porosità rispetto a quella in cemento, costituisce un vero e proprio “polmone igrometrico” che migliora la vivibilità degli ambienti interni e garantisce ai suoi abitanti uno stato di completo benessere psicofisico.
Biocalce è la linea di materiali naturali da costruzione che favorisce il benessere psico-fisico e una migliore qualità della vita attraverso la realizzazione di muri che “respirando” diluiscono le impurità degli ambienti interni, limitando l’insorgere di quelle patologie derivanti dalla Sick Building Syndrome (Sindrome da Edificio Malato), riconducibili a una cattiva costruzione dell’edificio.

Linea BiocalceBIOCALCE, LA CALCE NATURALE CHE RESPIRA
Biocalce è il brand di Kerakoll che ripropone materiali della tradizione scomparsi dal mercato in seguito all’avvento della produzione industriale su larga scala, ripresentati con migliorati standard di qualità, applicando tecniche moderne di produzione e utilizzando solo materie prime naturali di facile reperibilità, riciclabili e che necessitano di poca energia per la lavorazione. Biocalce identifica la nuova linea di materiali da costruzione di pura calce naturale ottenuta secondo tradizione. I calcari marnosi, estratti da banchi naturali affioranti, dopo la cottura in forni verticali a temperature inferiori a 1.000 °C, vengono sottoposti a un lungo periodo di spegnimento e di maturazione prima di procedere alla macinazione. Solo con la purezza della materia prima e l’assenza di ossidi secondari è possibile ottenere la pura calce naturale di pregio certificata NHL (Natural Hydraulic Limes) conforme alla norma EN 459-1 che ha anche ricevuto dal Dipartimento di Scienza e Tecnologia dell’Ambiente Costruito – BEST l’importante “attestato di conformità ai criteri di compatibilità ambientale CCA”, entrando così nel novero dei prodotti eco-compatibili. Il nome Biocalce nasce dall’unione della parola Bio (vita in greco) e Calce, il materiale di antiche origini utilizzato per formare malte da costruzione e per imbiancare. L’origine del nome Biocalce evidenzia la vocazione di un marchio nato dalla passione per gli insegnamenti del passato e che ha fatto della tradizione, del benessere e della salute must aziendali.

 


Materiali naturali da costruzione
L’idea è semplice e sorprendente: la natura fornisce i migliori elementi per costruire sano come calce, pozzolana e terre colorate che si utilizzano come pelle traspirante per proteggere e fare respirare gli edifici.
I prodotti della linea Biocalce di Kerakoll – malte, intonaci e pitture di pura calce naturale altamente traspiranti – lasciano i muri finalmente liberi di “respirare” in quanto posseggono una naturale e maggiore porosità rispetto a quelli in cemento, un vero e proprio polmone igrometrico che migliora la vivibilità degli ambienti  interni e garantisce ai suoi abitanti uno stato di completo benessere psicofisico.
Uno dei principali vantaggi di chi adotta Biocalce come stile costruttivo è dato da un immediato comfort e benessere abitativo, garantito da una “respirazione naturale” delle murature che mantiene in equilibrio perfetto l’edificio.

Bio-Intonachino-fino_applicINTONACATURA
Gli intonaci altamente traspiranti Biocalce posseggono una naturale e maggiore porosità rispetto al cemento: costituiscono così un vero e proprio “polmone igrometrico” che garantisce un’aria interna più pulita. L’umidità interna dell’aria viene “catturata” dall’alta porosità degli intonaci Biocalce e, per capillarità, ridistribuita alle murature e all’intera struttura, così da permettere un interscambio rapido e continuo per evaporazione verso l’esterno dei vapori, garanzia di benessere.
Biocalce è l’unico intonaco che respira e migliora l’aria che respiriamo.

Bio-Zoccolatura_applicZOCCOLATURA
L’umidità di risalita nelle zoccolature delle abitazioni va risanata con un’intonacatura traspirante di risanamento e protezione. La naturale porosità e altissima traspirabilità della calce miscelata con la pozzolana naturale micronizzata, che ne migliora la resistenza ai sali, assicura la necessaria igroscopicità e traspirabilità per risanare la muratura. L’elevata porosità (diametro micropori < 1/100 µm) e il bassissimo assorbimento capillare di Biocalce Zoccolatura (malta certificata a norma CE – EN 998-1 classe R e WTA per il restauro) garantiscono la migliore soluzione naturale al problema.
Biocalce è l’unico intonaco che deumidifica e risana i muri in modo efficace e naturale.

Bio-Tinteggio_applicDECORAZIONE
La decorazione di intonaci interni ed esterni realizzata con pitture naturali e rivestimenti minerali pregiati, come silicati puri e calce, garantisce un’altissima igroscopicità e traspirabilità della muratura. Le finiture decorative Biocalce sono naturalmente antibatteriche, antimuffa, in funzione del pH fortemente basico, e assicurano ambienti sani per un maggiore benessere abitativo.
Biocalce pitture e finiture naturali, per rendere la tua casa bella e sana nel tempo.

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