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Terra Madre Giovani – We Feed the Planet: in viaggio verso Milano


L’avventura di Terra Madre Giovani – We Feed the Planet è ufficialmente iniziata: dal 3 al 6 ottobre a Milano si riuniscono migliaia di giovani contadini, pescatori, allevatori, casari e artigiani del cibo provenienti da ogni parte del mondo. Quattro giorni di dibattiti, momenti di scambio, laboratori e perché no, divertimento.

Molti i temi su cui i giovani delegati di Terra Madre Giovani si confronteranno, uniti dal fil rouge del buono, pulito e giusto: dal diritto alla terra alla riduzione degli sprechi, dall’agricoltura urbana all’ocean grabbing. “Spesso i problemi che questi ragazzi devono affrontare sono gli stessi in ogni angolo del pianeta, e siamo certi torneranno a casa con soluzioni concrete con cui coinvolgere le loro comunità e migliorarne il destino. Perché sono i giovani a portare avanti una storia millenaria scritta da ogni zappa, ogni falce, ogni rete da pesca, ogni pentola e cucchiaio, ogni fatica spesa per la terra e per il cibo”, racconta Joris Lohman, membro dello Slow Food Youth Network.

L’evento invaderà pacificamente la città di Milano, animando molte aree del centro: “Piazze, università, parchi e teatri saranno i nostri palchi, con Eat-In e Disco Soups, e vorremmo dedicare l’ultima giornata alla visita di Expo 2015”.

Da oltre un mese ormai Slow Food è a Expo 2015 per raccontare la biodiversità: solo tutelandola, infatti, è possibile nutrire il pianeta. In uno spazio progettato dallo studio Herzog & De Meuron, troviamo infatti una mostra interattiva in cui imparare a riconoscere spezie, frutta e legumi semplicemente toccandoli con mano o annusandone il profumo, confrontare sistemi di allevamento e produzione industriali con quelli rispettosi dell’ambiente e del benessere animale e scoprire perché il nostro carrello della spesa oggi non fa bene alla nostra salute, all’ambiente e nemmeno al portafogli! Moltissimi i messaggi lasciati sull’Albero del cibo, dove i visitatori scrivono che cosa è, per loro, il cibo. Nel grande orto al centro, poi, si trovano piccoli consigli per stimolarci a creare un orto a casa e, soprattutto, si sollecita la curiosità di tutti per andare a cercare le radici del nostro cibo quotidiano. Ma la biodiversità si protegge soprattutto mangiando cibi buoni, puliti e giusti: ecco perché nelle aree Slow Cheese e Slow Wine si possono degustare ottimi formaggi italiani e stranieri abbinati ai vini che meglio rappresentano la nostra penisola.

Oltre 80 i dibattiti e gli incontri organizzati fino a oggi nello Slow Food Theater, che hanno coinvolto moltissime personalità internazionali e rappresentanti delle Comunità del cibo, in cui si è discusso di land grabbing e ocean grabbing, fertilità e consumo del suolo, diritti dei lavoratori, migranti, consumo di carne e benessere animale. Grande successo anche per i laboratori su acqua e sprechi, che hanno coinvolto moltissime famiglie e scuole, per più di 1000 studenti. Nella rassegna Slow Food on Film sono stati trasmessi oltre 40 film e documentari brevi, tra cui “Il pianeta che ci ospita” di Ermanno Olmi.

Lo spazio Save Biodiversity. Save the Planet vi aspetta all’estremità Est del Decumano, accanto alla collina della Biodiversità.

Il calendario completo è disponibile su slowfood.com/expo2015

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