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Tesori moderni. Preziosi ritrovamenti dagli archivi di Julius Shulman


Le fotografie di Julius Shulman (1910-2009) hanno portato il sogno della West Coast in tutto il mondo. Le sue immagini architettoniche della California del Sud di metà Novecento sono state in grado di catturare non solo gli elementi distintivi degli edifici dal punto di vista strutturale, funzionale e progettuale, ma anche il più ampio contesto della zona e dei suoi abitanti, riproducendo un intero stile di vita. Nel corso del tempo, le sue grandi capacità lo hanno portato a viaggiare per il mondo, e in questo a dar vita a una delle più convincenti cronologie dell’architettura moderna.

Con gli oltre 400 tesori dell’architettura scovati negli archivi di Shulman, questa nuova edizione TASCHEN di Modernism Rediscovered ci regala un enorme serbatoio di cultura a un prezzo decisamente accessibile. Ogni singolo progetto e ogni singolo scatto è stato selezionato personalmente tra oltre 26mila fotografie dall’editore Benedikt Taschen, che ha avuto l’occasione di conoscere da vicino Shulman e la sua opera fin dai tempi della pubblicazione di Julius Shulman: Architecture and Its Photography (1998). Testimonianza della grande portata dell’estetica modernista, i progetti non si limitano alla West Coast, ma includono anche il resto degli Stati Uniti, il Messico, Israele e Hong Kong, tutti immortalati dalla caratteristica sensibilità di Shulman per gli spazi e le situazioni, e dal suo brillante e intuitivo senso della composizione.

Il volume include inoltre riflessioni personali di Shulman stesso, testimonianze orali e un ritratto dell’epoca ricostruiti grazie a mesi di interviste con la scrittrice Hunter Drohojowska-Philp. Le immagini dell’architettura californiana scattate dal fotografo americano Julius Shulman si sono impresse nella retina collettiva del XX secolo al punto che un libro sull’architettura modernista risulta inconcepibile senza la sua partecipazione. Alcuni dei suoi scatti, tra cui quelli che hanno per oggetto edifici iconici di Frank Lloyd Wright o Pierre Koenig, sono stati pubblicati più e più volte. Del resto, sono stati proprio i lavori di Shulman a mettere in luce la genialità degli edifici di Charles Eames e del suo caro amico Richard Neutra. La limpidezza dei suoi lavori mostra una grande sensibilità nei confronti degli edifici e della loro disposizione nel paesaggio: la precisione compositiva rivela non solo le idee architettoniche celate dietro la facciata degli edifici, ma anche le visioni e le speranze di un’intera epoca. Anche in assenza di vere e proprie figure umane, nei suoi lavori si percepisce sempre una forte presenza umana. Oggi, sebbene molti degli edifici da lui documentati siano scomparsi o siano stati oggetto di rozze riconversioni, l’interesse per le sue immagini pionieristiche è più forte che mai.

taschen.com

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