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Un contenitore a regola d’arte

È lo stand della galleria Walter Padovani per la European Fine Arts Fair di Maastricht.

Che The European Fine Art Fair di Maastricht, meglio conosciuta come TEFAF, sia la mostra del settore dell’arte, dall’antichità ai giorni nostri, più importante a livello globale lo dicono i numeri: ogni anno attira da tutti gli angoli del mondo 75mila visitatori, tra collezionisti, appassionati, direttori e curatori di musei, studiosi e addetti ai lavori. Alla base del successo di TEFAF sta una rigorosissima selezione degli espositori partecipanti (280) e un comitato scientifico, o vetting, che vaglia attentamente ogni opera esposta secondo gli altissimi standard qualitativi di TEFAF. La città affacciata sulla Mosa diventa dunque il palcoscenico privilegiato per l’esperienza di un viaggio in “7mila anni di storia dell’arte”, con opere che rappresentano le eccellenze dall’antichità al contemporaneo, passando per la Haute Joaillerie.

La premessa sulla fiera sembrava necessaria per raccontare l’approccio della galleria Walter Padovani a questo importante appuntamento internazionale che richiede una preparazione meticolosa sia a monte, nella ricerca delle opere d’arte, che nello studio dell’ambiente espositivo nel quale queste andranno presentate. Lo scopo è quello di creare uno spazio caldo e accogliente, che abbia una personalità che si faccia ricordare tra la moltitudine di altre proposte e che parli un linguaggio contemporaneo in perfetta armonia con le opere del passato. Colori caldi, luci sapientemente dosate per esaltare le opere e i pavimenti a listoni in legno di rovere sgorbiati a mano, sono gli elementi che caratterizzano lo stand di Walter Padovani.

Nelle ultime due edizioni lo stand aveva una superficie di 80 metri quadrati ed era situato in una posizione ad angolo lungo il percorso espositivo. Le sculture svolgevano il ruolo di protagonista tra le proposte della Galleria e, se da un lato uno spazio così aperto poteva essere funzionale alla valorizzazione di opere tridimensionali, dall’altro, avendo due punti di vista, rendeva difficile creare quell’effetto scenografico capace di sorprendere il visitatore. È stato scelto di creare un contenitore dal prevalente colore grigio della Warm Collection di Kerakoll con alcune pareti più chiare tono su tono e, con lo scopo di dare risalto e movimento, sono state inserite nello spazio delle quinte a tutta altezza con la funzione di inquadrare e delimitare i punti di vista privilegiati per le sculture. Alcune quinte sono state trattate con la microriga, così come le basi, dipinte del colore più scuro delle pareti. Il top e l’elemento desinente delle basi, gli zoccoli alle pareti e quelli perimetrali delle quinte sono impreziositi con l’ottone patinato.

Se l’ambiente nel suo insieme risulta avere grande personalità – grazie al sapiente uso dei colori, alla varietà dei materiali, dal liscio alla microriga, agli inserti di ottone, al legno – e di per sé ha un’impronta ben riconoscibile, nel contempo, nel dialogo con le opere d’arte, riesce a rimanere neutro, non incombente, lasciando che l’occhio del visitatore corra su ogni opera esposta e si soffermi laddove questa cattura la sua attenzione. Quest’anno, causa situazione pandemica mondiale, l’appuntamento a Maastricht da marzo è slittato al mese di settembre e se le opere proposte saranno diverse, quindi con una diversa narrazione per ogni singolo pezzo, l’atmosfera dell’ambiente nel quale i visitatori verranno accolti rimarrà quella delle scorse edizioni.

Superfici Warm Collection di Kerakoll: per le superfici è stato scelto Absolute Paint, Stripe Living, Microresina Floor e Microresina, nelle tonalità calde e avvolgenti WR03 e WR05.

Ph. © Umberto Agnello, per la galleria di Milano – Ph. © Pieter de Vries Fotografie, per la galleria di Maastricht

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