single-image

Una bioraffineria da record in Italia

 

Produrrà a regime 75 milioni di litri annui di bioetanolo “buono”, generato con gli scarti delle produzioni agricole, paglia di riso e frumento, e canna dei fossi. È la bioraffineria di proprietà di Beta Renewables (Gruppo Mossi Ghisolfi) inaugurata a inizio ottobre a Crescentino (Vercelli), il primo impianto al mondo per la produzione di bioetanolo da biomasse non alimentari ovvero che produce carburanti “verdi” che non sottraggono terreni alle coltivazioni agricole per uso alimentare, come succede, invece, per il bioetanolo da mais, canna da zucchero ed altre produzioni vegetali.

La bioraffineria “prima al mondo” per produzione di biocarburanti di seconda generazione occupa una superficie di 15 ettari e occuperà un centinaio di addetti diretti e 200-300 indiretti. Entrata in funzione a gennaio 2013, a regime avrà una capacità produttiva di 75 milioni di litri all’anno di bioetanolo di seconda generazione destinato al mercato europeo. Lo stabilimento è totalmente autosufficiente per quanto riguarda i consumi energetici (13MW di energia elettrica prodotti utilizzando la lignina) e non produce reflui derivanti dalla produzione industriale, assicurando un riciclo dell’acqua pari al 100%.

La bioraffineria di Crescentino sorge su un territorio a forte vocazione agricola che permette di sfruttare un’ampia varietà di biomasse disponibili a basso costo in un raggio di 70 km dallo stabilimento: principalmente paglia di riso, di cui l’area è ricca, ma l’azienda sta sviluppando anche una filiera dedicata per avere disponibile la canna gentile (Arundo Donax), che può essere coltivata su terreni marginali, senza sottrarre spazio alla produzione agricola ad uso alimentare.

You may like