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Viaggio tra rifugi alpini e bivacchi. La mostra itinerante fa tappa a Verbania


Dopo 16 tappe, prosegue nell’estate 2014 l’avventura della mostra itinerante Rifugi alpini ieri e oggi. Un percorso storico tra architettura, cultura e ambiente, visitabile fino al 6 luglio a Palazzo Flaim a Verbania, sul lago Maggiore. La rassegna, curata dall’associazione culturale Cantieri d’alta quota, attraverso oltre 30 teli di grande formato ripercorre nel tempo e nello spazio alcune tappe fondamentali della storia della costruzione di rifugi e bivacchi sull’intero arco alpino, attraverso una sequenza di suggestive immagini d’epoca e disegni, affiancati da recenti foto a colori d’autore.

La mostra, allestita per la prima volta nel 2012 presso il Portico del Lippomano, nel centro storico di Udine, nel 2013 è stata ospitata in numerose città tra cui Verona, Trento e Bergamo. Nel 2014, dopo essere stata ospitata a Bologna, Novara e – in una rinnovata veste grafica e arricchita nonché tematizzata nei contenuti – all’Accademia di Architettura dell’Università della Svizzera Italiana a Mendrisio, è ora contemporaneamente allestita a Edolo (fino al 29 giugno) e a Verbania (in occasione di “Letteraltura”, fino al 6 luglio). A luglio sarà contemporaneamente a Cortina e a Courmayeur (fino a settembre), mentre ad agosto migrerà a Tarvisio.

Oltre a perseguire gli obiettivi dell’associazione, i curatori puntano ad accrescere l’esposizione man mano che si susseguono le tappe, attraverso approfondimenti specifici realizzati ad hoc sulle vicende di rifugi e bivacchi presenti nel territorio circostante.

L’associazione culturale Cantieri d’alta quota è nata a Biella nel maggio 2012 con l’obiettivo di incentivare la ricerca, divulgazione e condivisione delle informazioni storiche, progettuali, geografiche, sociali ed economiche sulla realtà dei punti d’appoggio in alta montagna, luoghi “estremi” per eccellenza. L’associazione intende porsi come osservatorio e piattaforma d’interscambio per tutti coloro che operano in montagna, così come per coloro che la frequentano. Tra le principali motivazioni che hanno portato alla sua costituzione vi è la consapevolezza che, al di là della loro primaria funzione di punto d’appoggio per l’accesso e la frequentazione dell’alta montagna, queste costruzioni costituiscono un importante patrimonio dal punto di vista storico e culturale che merita di essere a tutti gli effetti annoverato tra le eccellenze architettoniche e paesaggistiche del Novecento. Le “storie” che caratterizzano la realizzazione di tali strutture sono l’intreccio di una pluralità di aspetti quali le origini della committenza, le modalità di gestione delle strutture, la storia dell’alpinismo, le culture tecniche e architettoniche, le vicissitudini sociali e politiche delle nazioni e delle culture locali.

(Foto: Bivacco Chentre Bionaz, ©  Giorgio Masserano)

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